Fare la preside oggi? È un lavoro da amministratore delegato

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Ci sono presidi e presidi. Ci sono ad esempio quelli che devono gestire contemporaneamente 25 scuole, 2.700 studenti, 410 insegnanti e altre sessanta persone, tra custodi e personale amministrativo.

 

BARBARA CANTERINI DEVE TENERE SOTTO CONTROLLO 25 SCUOLE

La “lei” in questione è Barbara Canterini, 55 anni, e un “impero” formativo da presidiare che si snoda tra Viareggio e Pietrasanta. È stata docente di matematica, un ruolo che forse, almeno per alcuni aspetti, oggi rimpiange. Oggi che deve avere mille occhi, mille orecchie e mille mani. Si scrive preside, ma si legge amministratore delegato.

Sì, perché per sopravvivere in questo ruolo oggi bisogna ragionare da dirigente d’azienda. La scuola d’altra parte è un universo che si avvicina più di quanto si pensi all’impresa, per logiche e rapporti umani.

 

«COME MI SENTO? DIRIGENTE, MAMMA E PSICOLOGA»

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Gestire un’azienda o una scuola, ci possono essere più aspetti in comune di quanto si pensi

E a confidare di sentirsi un po’ così è lei stessa, parlando con la giornalista de la Repubblica: «È vero che mi sento un po’ come l’amministratrice delegata di un’azienda, impegnata a far tornare i conti, ma allo stesso tempo mi sento anche un po’ mamma e un po’ psicologa. Mai rinunciare al rapporto con le persone, bisogna sempre trovare il tempo per incontrare un papà e una mamma o per ascoltare la richiesta di aiuto di un alunno».

 

I PRESIDI SCARSEGGIANO, LAVORO EXTRA PER QUELLI IN CARICA

Il problema di fondo è che mancano presidi. «Da anni siamo in attesa di un concorso per dirigenti scolastici». Tra marzo e aprile finalmente qualcosa dovrebbe smuoversi, anche se per gli incarichi effettivi ci vorranno ancora dei mesi.

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