30mila euro per le scarpe torinesi. Emiri in fila dal calzolaio d’oro

antonio-vietri-scarpe-oro-24-carati-dubai

Nome in codice Gold Shoes. Sono le scarpe in oro 24 carati Made in Torino ai piedi dei ricchi emiri di Dubai.

 

EMIRI IN FILA DAL CALZOLAIO D’ORO

30mila euro per le scarpe torinesi. Emiri in fila dal calzolaio d'oro

Nome in codice Gold Shoes: scarpe in oro 24 carati Made in Torino

Il calzolaio d’oro che fa le scarpe da nababbi si chiama Antonio Vietri, ha 44 anni, è campano di origine ed è il designer visionario di A&V Fashion, una piccola azienda che fa base a Torino.

Oro 24 carati impreziosito da pietre preziose, perle e diamanti, otto mesi di lavorazione, 230 grammi di peso per ogni modello, design moderno declinato in due collezioni, mocassini da uomo e sandali con tacchi a spillo da donna. Il prezzo delle scarpe gioiello? Fino a 30mila euro. «Ho pensato – racconta l’imprenditore in un’intervista al quotidiano La Repubblica – che lusso e Made in Italy fossero l’unica accoppiata possibile per un artigiano che non aveva una grande industria alle spalle. Dovevamo ideare e costruire qualche cosa di esclusivo. La nicchia della nicchia».

 

30MILA EURO PER LE SCARPE TORINESI

30mila euro per le scarpe torinesi. Emiri in fila dal calzolaio d'oro

30mila euro per le scarpe torinesi. Emiri in fila dal calzolaio d’oro

Realizzare qualcosa di esagerato e unico: questa la strategia di marketing studiata dal calzolaio d’oro che è entrato nel settore della moda in punta di piedi (le precedenti esperienze professionali erano in tutt’altro settore, dall’agente immobiliare al venditore, dal team leader al broker creditizio).

E Vietri ha visto giusto: le scarpe d’oro Made in Torino, infatti, hanno conquistato i cuori (e i piedi) degli Emirati Arabi. Alla fine di aprile, Antonio Vietri presenta la nuova collezione donna proprio a Dubai, la nuova terra promessa per l’export italiano. Ogni paio delle scarpe d’oro è unico e numerato, realizzato a mano da un gruppo di 35 maestranze artigiane piemontesi e marchigiane. «Siamo partiti. Non è stato facile. Nemmeno tecnicamente. Il rapporto tra oro e pelle deve essere bilanciato» spiega Vietri a La Repubblica. L’oro delle scarpe, infatti, non è dipinto, applicato o ricamato ma è parte integrante del modello stesso. Il 70% della tomaia è fatto con oro 24 carati: un lingotto da 230 grammi viene trasformato in lamine che sono, poi, intrecciate e cucite con la tomaia. Una delle difficoltà maggiori nel realizzare gli esemplari è stata quella di trovare il giusto equilibrio tra rigidità della materia prima e flessibilità della scarpa.

CONTINUA A LEGGERE QUESTO ARTICOLO  >

Pagine: 12

Bimag QUOTES

1 / 20
2 / 20
3 / 20
4 / 20
5 / 20
6 / 20
7 / 20
8 / 20
9 / 20
10 / 20
11 / 20
12 / 20
13 / 20
14 / 20
15 / 20
16 / 20
17 / 20
18 / 20
19 / 20
20 / 20

Restiamo in contatto

Vuoi essere aggiornato su finanziamenti e opportunità di business in Italia e nel mondo? Iscriviti alle newsletter di BiMag.