Pulire il mare dal petrolio (in 3 settimane)? Con plastica biodegradabile

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Pulire il mare dal petrolio (in sole tre settimane)? È possibile grazie a un’invenzione tutta italiana. Si tratta di Minerv Biorecovery.

 

PULIRE IL MARE DAL PETROLIO IN 3 SETTIMANE

Pulire il mare dal petrolio (in 3 settimane)? Con plastica biodegradabile

Pulire il mare dal petrolio (in 3 settimane)? Con plastica biodegradabile

Minery Biorecovery è una plastica biodegradabile al 100% creata da un’azienda bolognese (la Bio-on) che permette di eliminare l’inquinamento di petrolio in mare in sole tre settimane.

Come funziona? Grazie a batteri mangia plastica. Si tratta di una soluzione tecnologica che si basa su micro polveri realizzate con bioplastica. Gettate in mare, le particelle delle micro polveri formano una struttura porosa in grado di ospitare una serie di batteri (naturalmente presenti in ambiente marino) che si nutrono della bioplastica, si moltiplicano e si rafforzano fino ad attaccare il petrolio che inquina mari e oceani.

 

PLASTICA BIODEGRADABILE PER ELIMINARE IL PETROLIO

«In condizioni normali questi batteri non riescono a produrre una sostanziale riduzione del petrolio versato in mare: la bioplastica PHAs, che non ha impatti sull’ambiente e sulla vita marina, permette di accelerare sensibilmente il processo» spiega Simone Cappello, responsabile presso l’Iamc, l’istituto per l’ambiente marino costiero di Messina, dove si è sperimentato il progetto per la depurazione delle acque marine.

 

 

DA MESSINA A TUTTO IL MONDO

Pulire il mare dal petrolio (in 3 settimane)? Con plastica biodegradabile

Mare pulito con Minerv Biorecovery

La particolare bioplastica permette di ottenere risultati in tempi brevi: i processi biodegradativi, infatti, si attivano in circa cinque giorni.

La frazione degradabile degli idrocarburi viene eliminata in circa 20 giorni in un modo ecologico che non lascia alcuna traccia. «È la natura che cura se stessa – spiega Marco Astorri, presidente e ceo di Bio-on – perché la nostra bioplastica, di origine vegetale, serve a proteggere e a nutrire questi batteri accelerandone la loro naturale azione». Nelle prossime settimane cominceranno ulteriori test nei mari di tutto il mondo, nei porti, nei siti industriali come le raffinerie e nelle cisterne delle più grandi petroliere. Un altro possibile sviluppo del progetto è la sostituzione delle microplastiche non biodegradabili presenti nei cosmetici, che costituiscono un serio problema ambientale.

@82valentinas

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