Andrea Carletti, il futuro dello Street food è in acqua

 

Dall’Apecar alla barca: quali prossime idee hai in mente?

«I prossimi dieci anni saranno  legati all’acqua con lo Sea food mobile e quelli successivi all’ aria: aerei dove si potrà servire Sky food mobile». 

 

Quali difficoltà ci sono ad avere la concessione dell’attività in piazze importanti del mondo?

«Il tema è delicato. Da questo punto di vista il Comune di Milano, con l’assessore Cristina Tajani, sta facendo un ottimo lavoro e sta cercando di regolamentare in modo corretto un’attività che sta diventando sempre più interessante per giovani che cercano di intraprendere qualcosa di nuovo».

 

Come funziona, in pratica?

Design e cibo di qualità la ricetta dello street food del futuro

Design e cibo di qualità la ricetta del foodtruck del futuro

«Se la concessione è terrestre è legata a una licenza itinerante, ambulante  e prevede dei vincoli di spazio e temporali. Ti devi, in pratica, spostare ogni ora e mezzo-due ore di cinquecento metri.

In mare è più semplice, c’è molto più spazio (la barca che abbiamo presentato è omologata per essere navigante), anche se maggiore burocrazia a causa dei diversi enti che entrano in gioco (Demanio, Capitaneria portuale). La kitchen boat sarà prossimamente a Genova, poi a Viareggio e a ottobre nel Principato di Monaco».

 

Il Foodtruck mobile arriva dagli Usa: dobbiamo imparare ancora qualcosa dagli americani?

«No, siamo noi ad avere aperto la strada a un nuovo concetto. E dobbiamo esportarlo. È il destino di noi italiani, emigranti con la valigia che portiamo fuori il meglio di noi».

 

Lo Street food ha aspetti green?

CONTINUA A LEGGERE QUESTO ARTICOLO  >

Pagine: 123

Restiamo in contatto

Vuoi essere aggiornato su finanziamenti e opportunità di business in Italia e nel mondo? Iscriviti alle newsletter di BiMag.