Gli avanzi dell’ortomercato? Il Refettorio di Bottura li trasforma in surgelati

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La lotta agli sprechi e quella alla povertà vanno avanti di pari passo nella mente vulcanica di un genio come Bottura. Dopo l’apertura del Refettorio ambrosiano prima e degli altri sparsi per il mondo, ultimo quello di Londra, poi, lo chef modenese ne ha pensata un’altra: recuperare gli avanzi di frutta e verdura dell’ortomercato surgelandoli. 

 

IL RECUPERO DEGLI AVANZI DELL’ORTOMERCATO

Bottura Refettorio Ambrosiano Caritas / New press

Il Refettorio ambrosiano ha appena compiuto due anni /  New Press

Recuperare le eccedenze dei mercati generali milanesi significa riuscire a fornire cibo per migliaia di persone in difficoltà. Il progetto del Refettorio di Bottura, sostenuto dalla Caritas ambrosiana con la collaborazione di Sogemi, la società che gestisce l’ortomercato, è tanto geniale quanto complesso nella realizzazione: sprecare il meno possibile recuperando. E siccome per la frutta e la verdura dell’ortomercato milanese si parla di quintali, bisogna pensare in grande. 

Ogni sera i grossisti dell’Ortomercato portano nei 120 metri quadri del magazzino della Caritas ciò che è avanzato, si parla di almeno due quintali di cibo alla settimana. Lì, grazie al lavoro dei volontari, avviane la prima selezione. Una parte va al Refettorio, dove viene servita e cucinata per i 90 ospiti. Il resto è destinato alla cooperativa Il Grigio di Lecco che si preoccupa di cucinare e trasformare frutta e verdura in minestre, zuppe, conserve.  

 

I SURGELATI MADE IN REFETTORIO, LA FILIERA DELLA SOLIDARIETÀ 

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Ogni settimana si recuperano 2 quintali di avanzi – New Press

Come conservare questi preparati? Le minestre e le conserve vengono messe sottovuoto o surgelate grazie a un costoso macchinario che è stato donato al Refettorio. Una volta terminata la catena produttiva, ciò che sarebbe stato avanzo da buttare può essere distribuito alle persone bisognose attraverso la catena di associazioni benefiche milanesi. Dal Refettorio stesso al Banco Alimentare, dai frati dell’Opera San Francesco fino ai supermercati solidali, i surgelati made in Refettorio riescono quindi a sfamare migliaia di persone. 

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