BagBnb, l’AirBnb del deposito bagagli è un’idea italiana

BagBnb nel nome ricorda AirBnb. La prima parte, “bag”, indica invece la particolarità di questa interessante startup italiana. La seconda richiama il servizio di hosting più famoso al mondo. Con BagBnb invece di “ospitare” persone si ospitano bagagli. Alla Bit di Milano BiMag ha incontrato il Ceo e uno dei tre soci di questa startup, Alessandro Seina.

Valigie ingombranti, grossi zaini da backpacker, borse scomode da portare in giro quando si è turisti in un’altra città. Chi utilizza AirBnb ogni tanto si affida alla cortesia e alla disponibilità degli host, ma non sempre è possibile. Seina spiega: «Da host AirBnb ci è venuta l’idea: perché non studiare una soluzione simile anche per il deposito bagagli?».

BagBnb è un'idea di tre giovani italiani

BagBnb è un’idea di tre giovani italiani

 

BAGBNB: IN TRE MESI L’IDEA È ANDATA ONLINE

I tre soci BagBnb col giornalista Gianluca Semprini

I tre soci BagBnb col giornalista Gianluca Semprini

L’idea di BagBnb è arrivata a luglio 2016. Dopo soli tre mesi la piattaforma era online: «Sì, in effetti è un piccolo record. Abbiamo fatto tutto da soli, anche finanziariamente».

Le tre diverse provenienze dei fondatori si integrano infatti alla perfezione, come racconta Seina: «Io sono business developer ma anche designer. C’è poi Giulio De Donato, che è stato Cto per grandi aziende. E Giacomo Piva che è esperto di marketing».

All’inizio la città-test è stata Roma: «Abbiamo fatto una prova in 35 punti in cui le persone potevano depositare e poi ritirare il proprio bagaglio. La prova è andata molto bene». Oggi il servizio è attivo in 10 città italiane, e la piattaforma punta a espandersi ulteriormente.

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