Birra verde, vino blu: la rivoluzione del colore naturale

Birra verde

Birra verde, vino blu. Il business corre nel segno della disruption anche nel beverage. Il drink del futuro è colorato ma naturale, strizza l’occhio al benessere e ribalta i canoni visivi. I pigmenti sono il nuovo dogma nutraceutico. E il 2017 si appresta a consolidare il trend.

 

BIRRA BIONDA O ROSSA? VERDE 
La birra verde Zelenè di Malastrana

La birra verde Zelené di Malastrana

I segnali nel food corrono in questa direzione. Il binomio vincente è gusto e salute: patate viola, pomodori neri (il Sun Black prodotto con la collaborazione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) perché il colore è smart e rimanda a una serie di antiossidanti che vede in primo piano i polifenoli, una grande famiglia che contiene circa cinquemila molecole divise in diverse sottoclassi. Dal food al beverage il passo è breve.

Dalla Repubblica Ceca arriva la proposta di una birra verde, Zelené. Niente coloranti di sintesi, clorofilla al 100 per cento. Viene prodotta da Malastrana, dieci anni di attività alle spalle, presso il birrificio di Jihlava, tra Moravia e Boemia. Una birra a bassa fermentazione che punta a sedurre con il suo cromatismo inaspettato ma utile, promette, a riequilibrare anche il microbiota (prebiotici e probiotici sono uno dei più promettenti settori di business grazie alle recenti scoperte sulla flora intestinale) e a svolgere un’azione nel segno del gusto e salute.

 

VINO BIANCO O ROSSO? BLU
Il vino blu Gïk

    Il vino blu Gïk

Recentemente il tradizionale mondo del vino è stato scosso non da un’azienda di viticoltori ma da un team di designer. Grazie a due anni di ricerca in collaborazione con l’Università dei Paesi Baschi è nato Gïk, un vino blu naturale ottenuto con l’aggiunta di due pigmenti: indaco e antocianine estratte dalle bucce dell’uva.

Un vino dolce di 11,5 gradi alcolici, senza zuccheri aggiunti, ricavato da uve bianche e rosse coltivate in vigneti spagnoli e francesi.

                             

LO SPRITZ AL RADICCHIO ROSSO 
Il liquore Fogliarossa prodotto dalle Distillerie Franciacorta

Il liquore Fogliarossa prodotto dalle Distillerie Franciacorta 

Il consumatore vuole prima di tutto un prodotto salutare, racconta il rapporto Coop 2016, ma cerca anche la sperimentazione. Rispecchia in pieno questi desideri Fogliarossa, il primo liquore a base di Radicchio Rosso di Treviso Igp. Un prodotto made in Italy, ottenuto senza conservanti o coloranti, che punta  a cambiare volto all’aperitivo.

Anche qui si coglie un segnale di forte innovazione: il colore naturale si lega a una delle 288 specialità Dop/Igp riconosciute dall’Unione Europea. Viene prodotto dalle Distillerie Franciacorta, proprietà della famiglia Gozio, distillatori da quattro generazioni. È stato presentato nel Triveneto ed è pronto a essere lanciato a livello nazionale.  Il Radicchio rosso Igp viene raccolto fresco e l’aggiunta di altri ingredienti naturali aiuta a mantenere un aspetto visivo rosso acceso.
 

IL COLORE INFLUENZA IL GUSTO

Il cromatismo non ha però una mera funzione estetica. «C’è un effetto innegabile del colore sulla percezione gustativa, può modificare il gusto – spiega il professor Davide Cassi, direttore del laboratorio di fisica gastronomica presso l’università di Parma –. La percezione gustativa è cerebrale. Se, per esempio, una bevanda ha un colore molto intenso, l’aspettativa è che lo siano anche gli aromi. E il cervello è più propenso a cercare l’intensità e a trovarla. Una birra verde potrebbe far sentire note di freschezza superiori. Al contrario un vino rosè, con un colore sbiadito, viene percepito poco sapido e poco aromatico, anche se non è vero».

@daniele_colombo

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