Brugnaro come Trump: blind trust e stop a polemiche su conflitto d’interessi

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È una delle questioni annose e irrisolte degli imprenditori che decidono di fare politica: il sospetto del conflitto di interessi. Ovvero il rischio che il ruolo di amministratore pubblico possa condizionare il campo in cui si svolge quello relativo all’attività privata.

 

ANCHE TRUMP SOTTO ACCUSA PER LA SUA ATTIVITÀ DI IMPRENDITORE

Il problema è tornato in auge con l’elezione del magnate Donald Trump alla carica di presidente degli Stati uniti d’America, ma sono diverse le situazioni simili, fatte le dovute proporzioni, che si possono registrare anche a livello nazionale o locale italiano.

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro è per l’appunto anche un imprenditore, e questa doppia veste non ha mancato di accendere polemiche roventi, innescate soprattutto tra le opposizioni, sui rischi di possibili conflitti d’interesse nella gestione della Cosa pubblica.

 

CON IL BLIND TRUST LA GESTIONE DELLE IMPRESE PASSA DI MANO
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Il sindaco di Venezia, nonché imprenditore, Luigi Brugnaro

Stanco delle reiterate accuse, è stato lo stesso Brugnaro a seguire l’esempio di Trump e riflettere sull’avvio dell’iter per dar vita a un blind trust che lo sollevi da ogni responsabilità nei confronti delle sue attività.

«Basta chiacchiere sul conflitto d’interessi, basta invidia sociale nei confronti degli imprenditori. Vogliono il blind trust? Buona idea ma ci avevo già pensato io. I miei avvocati stanno preparando le carte da tempo», sono le parole del sindaco riportate dal Corriere del Veneto.

 

«È COMUNQUE GIÀ UN ANNO CHE HO TAGLIATO PONTI CON MIE AZIENDE»

Con il blind trust la gestione integrale delle aziende facenti capo al primo cittadino veneziano andrebbe in mano temporaneamente ad altri soggetti, che avrebbero totale libertà d’iniziativa e azione.

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