A Camogli l’antica tonnara rivive grazie a Eataly e al crowdfunding

Era una delle cinque ultime tonnare presenti in Italia, insieme a quella di Favignana e Bonargia in Sicilia e Carloforte e Portoscuso in Sardegna, era l’ultima tonnara del mar ligure e del nord Tirreno, ben visibile dalle alture sopra Camogli, nei pressi di punta Chiappa e la più piccola. Un sistema di pesca a reti fisse che negli ultimi anni ha portato alla Cooperativa pescatori Camogli un indotto di circa 250 mila euro e fornito di pesce locale e freschissimo numerosi ristoranti della zona. Quasi un anno fa, nella notte tra il 25 e il 26 aprile,  la tonnarella di Camogli è stata distrutta. I cavi tranciati e le reti ridotte a brandelli. La causa attribuita con tutta probabilità a una nave pirata, della quale non si sa nulla. 

Oggi, a quasi un anno di distanza, la tonnara torna a rivivere, grazie anche al crowdfunding e all’iniziativa solidale guidata da Eataly. 

 

IL DANNO INGENTE E IL DESTINO DEI TONNAROTTI

La tonnara distrutta a inizio stagione ha significato un duro colpo per l’antica cooperativa di pescatori di Camogli. Ripristinare la tonnara ha costi elevati, che si aggirano intorno ai 100 mila euro, e con la stagione interrotta sono mancati i fondi  disponibili per le nuove reti. La stagione estiva passata ha quindi visto tonnarotti rimanere senza senza lavoro e ristoranti della zona senza il pescato della tonnara, voce importante del proprio menu

La tonnarella ha origini antiche, risale infatti al 1600, ma è tornata attiva dal 1985 circa e viene sentita come parte della storia e della tradizione del borgo di Camogli, una tradizione che non va lasciata morire. Ecco perchè più parti si sono mosse per permetterle di tornare a rivivere per l’inizio della stagione di pesca, che parte da aprile fino a tutto settembre. 

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