Captoglove, il guanto italiano “smart” che cambierà i videogiochi (e la medicina)

Una disgrazia familiare che si trasforma in un’occasione di creare qualcosa di nuovo. È la storia di Captoglove, la startup nata nel 2011 dall’idea di tre ragazzi, Mauro Bettiol, Sergio de Cristofaro e Danilo Campisi, quando il padre di uno di loro perse l’utilizzo di una mano per un ictus.

Così, dopo ricerca e fatica, è nato il loro piccolo capolavoro: un guanto che monitora l’attività di riabilitazione motoria neurocognitiva, con cui si possono fare esercizi che il medico può controllare da lontano, tenendo sotto controllo i tempi e i progressi nel recupero delle funzionalità.

 

CAPTOGLOVE, DAI VIDEOGIOCHI AI DRONI

Captoglove ha raccolto 80mila dollari in un mese su Kickstarter

Captoglove ha raccolto 80mila dollari in un mese su Kickstarter

Si tratta di un sistema personalizzabile in base al tipo di trauma riportato, ha spiegato Bettiol al Corriere della Sera. Così il guanto fornisce informazioni utili al paziente, informandolo «se sta facendo progressi, quali sono i movimenti da fare». Un assistente importantissimo, che è diventato negli anni anche qualcos’altro: la startup Captoglove ha creato un guanto con cui si possono controllare anche videogiochi e altre tecnologie, dagli smartphone ai droni, attraverso il bluetooth.

Tutto questo è stato possibile anche grazie a Reusch, marca italiana di guanti sportivi, che ne ha realizzato un modello lavabile che può compiere fino a 20 azioni. Lo hanno presentato al Ces 2017 a Las Vegas e a San Francisco in una conferenza di sviluppatori di videogame, ma presto il guanto potrebbe trovare nuove strade.

 

CROWDFUNDING DI SUCCESSO: 80MILA DOLLARI IN UN MESE

Il team di Captoglove

Il team di Captoglove

I suoi sviluppatori lo hanno lanciato su Kickstarter un mese fa, e la campagna di crowdfunding ha superato tutte le aspettative: dovevano raccogliere 50mila dollari, hanno già sfondato quota 80mila. Sono partiti dal mercato dei videogame perché ha numeri «che ci permettono di sostenerci – racconta Bettiol – ma si possono immaginare applicazioni mediche, motorie e legate al superamento di fobie». A maggio chi ha sostenuto Captoglove riceverà i primi guanti. Il percorso del guanto intelligente è appena iniziato.

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