Casa in vendita? Primo passo è rifarle il look. Ci pensa l’home staging

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Casa in vendita? Il primo passo è rifarle il look. Come? Ci pensa l’home staging.

 

CASA IN VENDITA? BASTA RIFARLE IL LOOK

Casa in vendita? Primo passo è rifarle il look. Ci pensa l’home staging

Casa in vendita? Primo passo è rifarle il look

Si tratta di una nuova strategia di valorizzazione dell’immobile, che consente di vendere una casa in tempi ridotti. In pratica, è una tendenza di marketing che, grazie a piccoli accorgimenti (temporanei e non strutturali) all’interno di un immobile (come l’aggiunta di un mobile, il cambiamento dei colori alle pareti o dell’illuminazione) permette di migliorare l’immagine in modo da favorirne la vendita o l’affitto nel minor tempo possibile e al miglior prezzo. L’home staging, dunque, diventa una marcia in più nelle trattative immobiliari. Non è né un architetto né un interior designer né tantomeno una gente immobiliare ma unisce in sé un mix vincente di marketing immobiliare e creatività. L’home stager è una figura professionale nata negli Stati Uniti già dagli anni Settanta ma che in Italia è arrivata solo da qualche anno. Tanto che a Milano, dal 2010, è attiva la Home Staging School (ha già formato circa 600 professionisti). Perché home stager non ci si improvvisa, serve formazione e competenza per mettere in scena un immobile dal forte impatto emozionale.

 

MARKETING IMMOBILIARE PER LA COMPRAVENDITA

«Chi compra casa – sottolinea Sergio Poma, fondatore della scuola di formazione – lavora molto di pancia e il primo impatto è più di empatia che di ragionamento. Per prima cosa si spersonalizza perché l’home stager non conosce i gusti di chi verrà a visitare la casa, ma solo il target, per esempio se si tratta di una dimora storica, di un monolocale, di un appartamento in città o in una località di vacanza sarà destinato a un certo tipo di acquirente. È un po’ come quando si prepara un albergo, si cerca di farci stare a proprio agio ogni tipo di cliente. Poche persone riescono a entrare in un ambiente, chiudere gli occhi e immaginarselo come potrebbe essere. Bisogna aiutarli. Quando entrano in un ambiente e l’emozione gli dice “È la casa della mia vita”, l’home stager ha vinto».

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