C’è un’Italia che va ai Mondiali di calcio, e lo fa con le stampelle

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C’è un’Italia per la quale potremo tifare nel 2018, ora che la nazionale guidata da Gian Piero Ventura è fuori dai Mondiali. È la Nazionale italiana calcio amputati, che grazie al quinto posto ottenuto agli europei in Turchia lo scorso ottobre, nel dicembre 2018 potrà partecipare ai mondiali di calcio che si svolgeranno in Messico. 

 

UNA NAZIONALE NATA SU FACEBOOK NEL 2012
francesco Messori capitano nazionale italiana calcio amputati che andrà ai Mondiali

Francesco Messori capitano nazionale italiana calcio amputati

È solo una gamba in meno, può fermare l’amore per il calcio? Per Francesco Messori, classe 1998, che gioca a calcio da quando aveva 9 anni e che per passione e talento ha ottenuto la deroga per giocare con i normodotati, decisamente no. Messori non si accontenta di giocare con i normodotati e non si diverte a giocare con la protesi, così nel 2012 lancia un appello su Facebook. «Sono nato senza una gamba, ma amo il calcio. So di non essere il solo, quindi uniamoci e formiamo una squadra»

All’appello rispondono in una ventina. Il sogno è chiaro: creare la nazionale di calcio per amputati. La volontà c’è, e in poco tempo arriva anche il sostegno del Centro sportivo italiano, che ufficializza la cosa. La Nazionale italiana di calcio amputati può cominciare a partecipare alle competizioni. E siccome la passione e l’orgoglio non mancano, nel 2017 il sogno di ogni giocatore di calcio si concretizza. Messori e la sua squadra parteciperanno al Mondiale

 

LO SPORT COME RISCATTO 

Un allenamento al mese tutti insieme e poi le partite. Si gioca 7 contro 7. I 2 tempi sono da 25 minuti l’uno e lo spettacolo è garantito perchè i giocatori sono dei veri e propri atleti che hanno trovato nel calcio con le stampelle un motivo di riscatto. C’è chi, come Messori, è nato senza una gamba, ma c’è anche chi ha dovuto fare i conti con amputazioni. Cosa non facile in età da adolescenti. Ritrovare nel calcio uno scopo per reagire, è stata una salvezza. 

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