Coerenza, lealtà e fedeltà all’azienda: così Armani regala l’immortalità al suo brand

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«Qui siamo nel gruppo Armani, con la nostra identità, il nostro credo. Almeno fino a quando io sarò qua». A differenza di Valentino o Gucci, Giorgio Armani non ha ceduto alle lusinghe (e ai soldi) dei grandi investitori internazionali. Il suo brand rimane e rimarrà un fiore all’occhiello del Made in Italy.

 

A 83 ANNI RE GIORGIO PENSA AL FUTURO

L’intervista rilasciata da re Giorgio al Corriere della sera delinea in modo ancora più preciso la strategia aziendale di un grandissimo imprenditore dei nostri giorni che, giunto alla soglia degli 83 anni, sta lavorando sodo per regalare un futuro vincente al suo gioiello, anche quando lui non ci sarà più.

La decisione più importante, quella di dar vita a una fondazione (a cui per ora è stato trasferito solo lo 0,1 per cento della Giorgio Armani spa), l’aveva già annunciata nei mesi scorsi attraverso un laconico comunicato stampa.

 

UNA FONDAZIONE PER EVITARE CHE IL GRUPPO VENGA SPEZZETTATO

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Armani e Valentino: a differenza dell’illustre collega, Re Giorgio non ha mai voluto cedere alle lusinghe dei capitali stranieri

«La Fondazione ha un doppio scopo – spiega ora –: da una parte reinvestire capitali a scopo benefico e dall’altra garantire l’equilibrio nella Giorgio Armani Spa. Quello che abbiamo creato è un meccanismo che stimoli i miei eredi a restare sempre in armonia e che eviti che il gruppo venga acquistato dal altri o spezzettato. Finché sarò in vita, a guidare la Fondazione sarò io, poi saranno tre persone nominate da me». 

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