Dall’onnipresente Berlusconi all’invisibile Yonghong Li, il Milan rivoluziona la parola presidente

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Da Silvio Berlusconi a Yonghong Li. Due personalità che come approccio gestionale non potrebbero essere più distanti. Al Milan, in pochi mesi, sembra essere trascorso un secolo. 

 

PRESENTE E ATTIVO IL CAVALIERE, MENO INVASIVO L’APPROCCIO CINESE

Se quella del Cavaliere, nonostante i molteplici impegni, è quasi sempre stata una presenza particolarmente calda e attiva, molto meno “invasivo” si sta rivelando l’approccio del nuovo numero uno, che preferisce, per usare un eufemismo, l’understatement più profondo.

Non si fa vedere, non si fa intervistare. Alcuni tifosi potrebbero addirittura faticare a riconoscerlo se lo incrociassero per strada. Stessa cosa per quanto riguarda l’Inter, l’altra squadra di serie A acquistata da un imprenditore del Sol Levante.

 

LA PROPRIETÀ CINESE CONCEDE AMPIA DELEGA AI MANAGER

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Yonghong Li, presidente del Milan

«Inter, Milan e Roma stanno cambiando la nostra cultura. Hanno presidenti che si affacciano un paio di volte all’anno e danno ampia delega ai propri manager per la gestione del quotidiano, che non vuol dire non seguano la propria squadra. Solo, non sono alla ricerca della notorietà».

Le parole dell’amministratore delegato rossonero Marco Fassone, raccolte dal Corriere della Sera, confermano questa nuova dimensione imprenditoriale che si sta affacciando sul calcio italiano.

 

“DISTANZA” NON SIGNIFICA “INDIFFERENZA”

«Nel corso di quest’anno ho conosciuto meglio mr Li, ma non ho quella frequentazione che ho avuto con altri presidenti, come De Laurentiis o Moratti», sottolinea ancora il dirigente.

Questa apparente distanza non va però interpretata come una mancanza di interesse, tutt’altro. «Ama molto il Milan, lo segue da quando era ragazzo. L’ho incontrato anche 15 giorni fa a Londra e mi ha fatto un sacco di domande di calcio, voleva sapere tutto di Gattuso», precisa Fassone che sa benissimo che l’ampia delega di cui dispone sovraccarica ancora di più il peso di responsabilità che porta sulle spalle. E di cui la proprietà cinese a fine anno, come ogni azionista di questo mondo, chiederà di rendere conto. Cambiano gli approcci, non gli obiettivi.  

@BusinessPmi

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