Cornelli (Acis): scatolifici italiani? Piccoli ma a misura di cliente

«Finalmente siamo usciti da un periodo critico e possiamo nuovamente guardare al futuro con la necessaria serenità». Andrea Cornelli è il presidente dell’Associazione italiana Scatolifici (Acis), una realtà che raggruppa un numero consistente di produttori di imballaggi in cartone ondulato che collaborano, tra le altre cose, per la promozione della responsabilità sociale d’impresa. A BiMag racconta come la crisi abbia picchiato duro anche in questo settore nel corso degli ultimi anni. Spiragli di luce sembrano però farsi largo all’orizzonte.

 

Andrea-Cornelli

Il presidente dell’Associazione italiana Scatolifici, Andrea Cornelli

Qual è lo stato di salute del settore imballaggi?
«Usciamo da un momento di vera crisi a causa del calo drammatico dei consumi e della concorrenza poco leale dei produttori integrati (coloro che oltre a produrre le scatole producono anche il cartone necessario alle loro esigenze, ndr) che hanno sfruttato il vuoto normativo legato alla definizione dei costi del cartone ondulato e alla creazione di un capitolato carte adeguato alle nuove tecnologie. La conseguenza non è stata solo una riduzione nel numero degli imballi prodotti, ma anche una corsa a sconti e ribassi che ci ha costretto a un lungo periodo di profittabilità scarsissima o nulla. Ora, grazie all’azione dell’Associazione, stiamo finalmente raggiungendo obiettivi utili a rendere il mercato nuovamente competitivo, sostenibile e profittevole».

 

Come si posiziona questo settore in Italia rispetto agli altri paesi europei?
«Il paragone è quasi impossibile da definire: la produzione di imballaggi è direttamente dipendente dalla tipologia e dallo stato di salute delle aziende che ne fanno uso. L’Italia rappresenta un caso unico in Europa per l’enorme quantità di micro-aziende polverizzate sul territorio, uno scenario che da sempre caratterizza la nostra economia. Siamo il paese europeo con il maggior numero di scatolifici, ciò rende necessaria un’accuratezza nel servizio coerente con le aspettative e le necessità dei clienti. Altrove si assiste invece a una sempre maggiore concentrazione delle capacità produttive nelle mani di poche grandi aziende, spesso multinazionali, che tendono alla standardizzazione sempre più estrema dei processi produttivi e degli imballaggi immessi sul mercato».

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