Geopolitica e business, Caracciolo: le potenze (in crisi?) che dominano il mondo

«È un Paese in stato confusionale, con cui al momento è difficile trattare», spiega. «Le alleanze sono viste come un problema più che come risorsa; gli Usa le considerano un modo attraverso il quale “gli altri” possono imporre i loro condizionamenti».

C’è sfiducia profonda quindi «nei grandi trattati multilaterali e fiducia solo in quelli bilaterali. Ma da qualsiasi punto di vista si stia ragionando – scandisce l’esperto –, dieci accordi bilaterali non faranno mai un accordo multilaterale tra dieci Paesi».

 

LA RUSSIA SI SENTE SEMPRE PIÙ ISOLATA E MINACCIATA

putin

Vladimir Putin, presidente della Federazione russa

«La Russia si sente invece isolata, accerchiata e minacciata». Pur avendo dovuto rinunciare a diversi “pezzi” nel corso degli anni («Putin passerà alla storia come lo zar che ha perso il luogo battesimale della potenza russia: Kiev», sottolinea l’esperto), rimane un Paese molto esteso ma con appena «142 milioni di abitanti, quasi tutti nell’area europea. Poco più del doppio dell’Italia». A destare preoccupazione sono, tra le altre cose, «la pressione demografica della Cina sulla Siberia e la tensione con il Giappone, che rimane sempre forte». 

Ma cosa vuole davvero questo Paese? «La Russia pretende quello che non può ottenere, ovvero un’intesa con gli Stati Uniti per essere considerata, se non proprio un alleato, perlomeno un partner con cui si possano fare dei percorsi comuni. Si pensi ad esempio alla lotta alla minaccia islamista. In altre parole, vorrebbe essere considerata come la terza parte di un mondo nord-occidentale, insieme a Stati Uniti ed Europa».

 

LA CINA E LE SUE AMBIZIONI DI DOMINIO MONDIALE

Xi Jinping

Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese

«Il vero rivale dell’impero americano oggi è però la Cina», sostiene Caracciolo, secondo cui la domanda da porsi in questo momento è una sola: «La Cina riuscirà a diventare geo-politicamente, culturalmente e strategicamente – oltre che economicamente – la prima potenza mondiale entro la metà del secolo?». In Oriente ci si crede «in modo quasi arrogante», secondo l’esperto, anche «sulla spinta di una formidabile crescita economica, largamente dovuta però a enormi investimenti statali».

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