L’economista Kozluk (Ocse): in Italia le competenze non vengono valorizzate

A livello globale «si può tornare a parlare di ripresa». Anche in Italia si registra una crescita ma «non è quella sperata». È uno scenario con pochi “chiari” e diversi “scuri” quello che l’economista polacco dell’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) Tomasz Kozluk delinea per l’Italia nel corso del suo intervento a Inspiring Leadership. Executive Summit 2017, il tradizionale meeting organizzato a Milano da Business International.

 

RIPRESA TIMIDA E LE PREVISIONI NON SONO ENTUSIASMANTI

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Tomasz Kozluk, economista dell’Ocse, a Milano per il meeting organizzato da Business International

«Italy is back», abbozza l’economista «ma non c’è da stappare bottiglie di spumante» perché la crescita del Pil è timida e anche le prospettive per l’avvenire più prossimo non riescono a sollevare entusiasmi.

Una delle criticità maggiori, zavorra insopportabile alla possibilità di volare alto (o quantomeno provarci), è legata – guarda un po’ – alla dimensione politica e legislativa. «Le imprese italiane hanno grandi risorse di creatività – è l’affondo di Kozluk –, ma spesso le perdono nel momento in cui devono interfacciarsi con le istituzioni. Al di fuori dei confini la percezione della vostra pubblica amministrazione è negativa».

 

AZIENDE STRANIERE PRUDENTI QUANDO C’È DA INVESTIRE IN ITALIA

Timori che ovviamente si riflettono anche sulle aziende: «Gli investitori stranieri – rincara l’esperto – non vengono qui volentieri, hanno paura di incontrare troppe difficoltà».

Nulla di nuovo, insomma. E anche le previsioni non sembrano incoraggiare grandi speranze: «L’Italia impiegherà molto tempo per ritrovare credibilità», è la sentenza quasi brutale dell’economista.

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