Mps e gli aiuti di Stato: la Germania s’indigna (e dimentica il suo passato)

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Ci sono regole in Europa che sembrano valere per tutti, ma in modo diverso. Così, si scatena un moto di indignazione alla sola idea che il Monte dei Paschi possa beneficiare di aiuti di Stato per uscire dal periodo di enorme difficoltà che sta attraversando, ma nessuno sembra ricordarsi di ciò che è successo solo pochi mesi fa.

 

TUTTI PRONTI A PUNTARE IL DITO CONTRO MONTE DEI PASCHI

Al di là del fatto che sia corretto o meno intervenire con denaro pubblico per salvare una banca – e dunque i risparmi di tanti piccoli investitori –, c’è infatti da ricordare come in un passato recente gli stessi Paesi che oggi puntano il dito contro il “malcostume” italiano, siano intervenuti con solerzia e abbondanza di mezzi per salvaguardare il futuro dei propri istituti di credito.

 

BANCHE TEDESCHE SALVATE DALLA CRISI GRAZIE AI 250 MLD DELLO STATO
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Monte dei Paschi si salverà solo grazie all’intervento dello Stato

La Germania, ad esempio, ha iniettato quasi 250 miliardi di euro all’interno del sistema creditizio dopo la crisi del 2008; più del doppio rispetto agli sforzi, comunque significativi, di Francia e Spagna, intervenute con circa 100 miliardi di euro.

È vero, stiamo considerando un periodo precedente all’avvento di quella serie di regole, che vanno sotto il nome di bail in, che prevedono il dovere per ogni banca che versi in situazione di difficoltà di uscirne contando solo sulle proprie risorse. Tuttavia, è innegabile che gli aiuti di Stato di alcuni governi europei nei confronti delle banche in questi ultimi anni siano stati tanto legittimi quanto enormi. E in questo gruppo non può essere annoverata l’Italia, il cui sistema creditizio ha retto meglio di altre realtà l’impatto della crisi.

 

L’EUROPA È UNICA, MA DEVE TENERE CONTO DELLE DIVERSITÀ

Sembra dunque poco opportuno che chi può contare su un sistema creditizio risanato grazie ai soldi pubblici, oggi pretenda di dettare la linea a Paesi in cui gli operatori di mercato, nel loro complesso, si sono dimostrati senz’altro più virtuosi.

Il problema è però a monte. Le regole generali imposte dall’Europa mal si conciliano con sistemi particolari molto diversi tra loro e che richiederebbero dunque approcci normativi diversi. Si pensi, per fare un esempio, a Basilea 3, che impone un protocollo rigidissimo alle quali le banche devono attenersi per concedere crediti alle aziende. In un sistema come quello tedesco, dove la maggior parte di realtà imprenditoriali è di dimensioni medie o grandi, l’impatto è stato relativo. Ma in un sistema come quello italiano, in cui la stragrande maggioranza delle imprese è di microdimensioni, l’effetto è stato disastroso. Aziende sane e competitive, che hanno il solo “difetto” di essere piccole, spesso si vedono chiudere le porte in faccia quando si rivolgono alle banche per chiedere un prestito.

@BusinessPmi

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