Troppi debiti, Valtur in crisi (ma il mercato dei villaggi vacanze scoppia di salute)

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Quando di questi tempi un’azienda è in crisi, spesso la causa è principalmente esogena: è l’intero settore a balbettare, e ai diversi protagonisti tocca lottare per spartirsi una torta sempre più piccola.

 

DIECI NUOVI VILLAGGI STANNO PER ESSERE COSTRUITI

Sbaglia però chi pensa che le difficoltà di Valtur siano la diretta conseguenza di un mercato, quello dei villaggi vacanze, che non attrae più clienti come una volta. Tutt’altro. La domanda è in crescita di una percentuale compresa tra il 15 e il 20 per cento e in cantiere ci sono una decina di nuovi centri turistici che si preparano a regalare ampie soddisfazioni ai loro proprietari.

 

VALTUR HA PRESENTATO RICHIESTA DI CONCORDATO

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Il mercato dei villaggi vacanze può sorridere, domanda in crescita fino al 20% 

Valtur dunque è alle prese con una situazione difficile e tutta personale che prosegue ormai da tempo e di cui la richiesta di concordato in bianco è stata l’ineluttabile conseguenza.

La società ha ora a disposizione 60 giorni di tempo per presentare un piano di ristrutturazione e risanamento, altrimenti rischia di dover subire procedure importanti. L’amministrazione straordinaria da queste parti è uno scenario già conosciuto.

 

LA SOCIETÀ HA 70 MILIONI DI EURO DI DEBITI VERSO I FORNITORI

Soltanto due anni fa il marchio era stata acquisito dal fondo di private equity gestito da Andrea Bonomi, che aveva investito 100 milioni di euro nel nuovo business.

L’ultimo bilancio, quello del 2017, parla però chiaro: nonostante un fatturato in crescita del dette per cento, le perdite ammontano a 80 milioni di euro. Quasi nulli i debiti nei confronti delle banche, l’esposizione maggiore (70 milioni) è nei confronti dei fornitori.

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