Vietnam nuovo Eldorado per imprese. Pipan: tassi di crescita impressionanti

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«Una destinazione molto interessante. Non solo per chi esporta ma anche per gli imprenditori italiani, che possono tra l’altro impiantare una “testa di ponte” per essere presente in tutti i mercati dell’Asean». A parlare in termini entusiastici delle possibilità offerte dal Vietnam è Michelangelo Pipan, diplomatico che ha già ricoperto il ruolo di ambasciatore italiano nelle Filippine, in Thailandia, in Laos e in Cambogia. Ora è vicepresidente di Italia-Asean, l’associazione presieduta dall’ex premier Enrico Letta, che si prefigge l’obiettivo di «rafforzare il dialogo, la conoscenza e gli scambi» tra il nostro e i Paesi dell’Asean; quelli dunque compresi nell’area del sud-est asiatico, come Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Laos, Birmania, Cambogia e naturalmente Vietnam.

Pipan parla con BiMag a margine dei lavori di Inspirig Leaders. Executive summit 2016, il grande evento organizzato a Milano da Business International.

 

QUADRO NORMATIVO FAVOREVOLE PER IL BUSINESS
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Michelangelo Pipan, vicepresidente Associazione Italia-Asean

«Il Vietnam è un paese ancora relativamente poco conosciuto in Italia – spiega il vice presidente di Italia-Asean –, che si è affacciato solo dalla meta degli anni Novanta sulla scena dell’industria e del commercio internazionali».

In vent’anni la situazione è però cambiata totalmente per questa nazione di oltre 90 milioni di abitanti, metà dei quali nati dopo il 1975. «Si è registrato un tasso di crescita impressionante, fino quasi al sette per cento negli ultimi anni». E a dare un contributo decisivo è anche «la struttura normativa estremamente favorevole per le imprese».

 

DESTINAZIONE GIÀ SCELTA DA BIG COME PIAGGIO E MERLONI

Il rapido incremento di benessere ha provocato un mutamento nella struttura sociale; oggi in Vietnam esiste «una classe media emergente che sta raggiungendo dimensioni ragguardevoli». Ciò significa che esistono «un mercato di esportazione e anche uno di consumo di beni che vengono prodotti localmente». Una situazione favorevole che ha già spinto brand italiani di prestigio a stabilire qui parte dei propri impianti produttivi, come Piaggio, Ducati, Danieli o Merloni.

 

NELL’AREA ASEAN BANDITE LE BARRIERE
La metà della popolazione in Vietnam è nata dopo il 1975

La metà della popolazione in Vietnam è nata dopo il 1975

A puntellare la gamma di opportunità è anche il quadro di riferimento: il Vietnam, come già sottolineato, è totalmente integrato nell’area Asean. «Fa quindi parte di un mercato composto da 630 milioni di persone, all’interno del quale non esistono più barriere doganali e tariffarie. Inoltre, sono stati stretti accordi con Paesi vicini come Cina, India, Giappone e Australia, che hanno amplificato ulteriormente gli scambi».

Una realtà che sta dunque sprigionando un enorme dinamismo e con il quale «ci sono rapporti politici ottimi per l’Italia». E nonostante esista «una classe dirigente che non raccoglie il consenso del mondo occidentale dal punto di vista dei parametri democratici, si tratta però di un sistema che, come quello cinese, ha favorito la democrazia di carattere economico rispetto a quella di carattere politico. Una situazione che in questa fase di sviluppo del Paese garantisce una forte stabilità».

 

RETE INFRASTRUTTURALE IN RAPIDO SVILUPPO

Se a tutto questo si aggiunge una buona rete infrastrutturale (in rapido sviluppo) e bassi costi di produzione, diventa ancora più chiaro comprendere le ragioni per cui questo Paese può rappresentare una vera opportunità. Chiudendo magari un occhio sull’inefficienza delle imprese di Stato e sulle difficoltà di un sistema bancario ancora poco maturo. Ma non bisogna dimenticare, ricorda Pipan, che all’inizio degli anni Ottanta il grado di povertà era enorme e, giusto per farsi un’idea, l’indice di sviluppo era ai livelli dell’Etiopia.

@GmGallizzi

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