Etichetta alimenti, torna l’obbligo dello stabilimento di produzione

Spesa alimentare-supermercato

L’Italia fa sul serio sulla trasparenza in etichetta. A costo di battagliare in Europa. Il governo ha approvato uno schema di decreto attuativo, che reintroduce l’obbligo di indicare lo stabilimento di produzione o confezionamento dei prodotti alimentari in etichetta. La dicitura era stata abrogata in seguito al riordino della normativa europea in materia di etichettatura alimentare.

 

COLDIRETTI CHIEDE L’INDICAZIONE OBBLIGATORIA DELLA PROVENIENZA DI TUTTI GLI ALIMENTI

 

Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti (Foto NewPress)

L’Italia ha stabilito la reintroduzione al fine di garantire una corretta e completa informazione al consumatore. Il provvedimento prevede, comunque, un periodo transitorio di 180 giorni, per lo smaltimento delle etichette già stampate. «Questo provvedimento –  ha sottolineato il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina –, si inserisce nel lavoro che stiamo conducendo per dare massima informazione ai cittadini sugli alimenti che consumano. Il nostro lavoro non si ferma qui: porteremo avanti la nostra battaglia anche in Europa, perché l’etichettatura sia sempre più completa». Per Coldiretti la misura non è comunque sufficiente. «È positiva la reintroduzione dell’obbligo di indicare nell’etichetta dei prodotti alimentari lo stabilimento di produzione, ma va al più presto accompagnata anche dall’indicazione obbligatoria della provenienza di tutti gli alimenti» ha commentato.

 

DAL LATTE ALLA PASTA: L’ITALIA VUOLE DALL’UE PIÙ TRASPARENZA

Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina (FotoNewPress)

L’Italia ha intrapreso un  percorso di trasparenza per l’etichetta alimentare. Il regolamento Ue n. 1169/2011, che disciplina le informazioni al consumatore, prevede che gli Stati membri possano a livello sperimentale adottare norme di etichettatura d’origine più estese rispetto alla disciplina comunitaria. E così l’Italia ha chiesto norme più chiare per alcuni prodotti. Dal 19 aprile, per esempio, non ci saranno più misteri sull’origine del latte a lunga conservazione e dei formaggi, a cominciare dalla mozzarella. Saranno, infatti, passati i novanta giorni necessari dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il 19 gennaio scorso, del decreto che introduce in etichetta l’indicazione obbligatoria dell’origine per i prodotti lattiero-caseari in Italia.

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