Diventiamo follower di Facebook: le imprese sono piattaforme

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Facebook non produce testi o foto, ne permette la condivisione. Amazon non è un editore, eppure si è affermato come la più grande libreria al mondo. Lending club, Prosper e Smartika non sono istituti di credito, ma rendono possibile lo scambio di soldi tra privati. Uber e Airbnb, ancora, non possiedono un parco auto o immobili, eppure hanno conquistato i settori della mobilità e dell’ospitalità. Il filo conduttore di queste aziende digitali? Il fatto di essere – spiega Marta Mainieri nella prefazione al bel volume dell’azienda Trnd dal titolo Il futuro del marketing ha un cuore antico, scaribile online – “piattaforme di abilitazioneˮ, in grado di mettere in contatto persone affinché possano condividere testi e video, acquistare romanzi o prenotare un alloggio o una camera.

 

FACEBOOK: ADDIO CLIENTI, OGGI TUTTI MEMBRI DI COMMUNITY

Facebook, Amazon, Lending club, Prosper, Smartika, Uber e Airbnb hanno tanto da insegnare alle imprese. Le aziende moderne non possono fare a meno di relazionarsi con le persone, ascoltandole, valorizzandone le proposte, sottoponendosi al loro giudizio, favorendone il contatto. Chi fa business deve entrare nell’ottica di superare la dicotomia produttore-consumatore, riconoscendo ai secondi lo status di membri di una community attiva e vitale, di prosumer.

 

DAL MARKETING COLLABORATIVO FIDUCIA AL BRAND
Facebook e Amazon maestri di marketing collaborativo: libro di Trnd

Il volume dedicato al marketing collaborativo di Trnd

Non è un caso che il 79% degli unicorni (le startup che hanno ricevuto almeno un miliardo di dollari di investimenti) siano – mostra la survey di The Center for global enterprise dal titolo The Rise of the platform enterprise – piattaforme di abilitazione. Ha ragione Trnd a indicare l’engagement come la nuova moneta del marketing: «Quello che desiderano i consumatori è esprimere la propria opinione e, soprattutto, vedere i propri suggerimenti messi in pratica. In questo dialogo, l’azienda si mette sullo stesso piano del consumatore, comunica il proprio prodotto in modo sincero, per quello che è, senza esaltazioni né slogan pubblicitari».

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