Via alla riforma del credito. Nasce la super banca

Grandi cambiamenti in vista nel variegato mondo delle banche cooperative: è stato approvato dal Consiglio dei ministri il decreto legge di riforma del credito.

 

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Novità in arrivo per il credito cooperativo

LA RIFORMA COINVOLGERÀ 371 BANCHE
Uno degli obiettivi è l’accorpamento delle 371 banche di credito cooperativo presenti oggi nel nostro Paese. Verrebbe creato un unico gigante finanziario, con a capo una holding dotata di un miliardo di euro di capitale, che potrebbe valorizzare e capitalizzare le possibili economie di scala presenti nel sistema.
Ci sarà l’obbligo di entrare a far parte di questa nuova società? No, o perlomeno non del tutto. Ogni singola banca potrà decidere di restarne fuori (uscendo al contempo dal sistema del credito cooperativo) ma a condizione che abbia almeno 200 milioni di euro di riserve e ne corrisponda all’Erario il 20 per cento a titolo di imposta straordinaria.
Al momento, secondo il ministero dell’Economia, ci sarebbero soltanto dieci banche che potrebbero permettersi questa scelta. Tuttavia, l’anno e mezzo che ci separa dall’attuazione piena del decreto potrebbe dar modo ad altri istituti di aumentare il loro capitale e superare la soglia limite.

 

PER GLI OBBLIGAZIONISTI BEFFATI NESSUNA NOVITÀ
Fumata nera invece per quanto riguarda i rimborsi ai risparmiatori che hanno perso i loro soldi investiti nelle obbligazioni subordinate delle banche Marche, Etruria, CariFerrara e CariChieti. Nessuna nuova norma in grado di far partire presto gli indennizzi è stata elaborata e dunque si proseguirà sul tracciato indicato dalla Legge di Stabilità: due provvedimenti amministrativi che rischiano di essere impugnati davanti al Tar con conseguente blocco del pagamento dei rimborsi.

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