Ingegneria è sempre più rosa (ma sul lavoro la parità è ancora una chimera)

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Altro che facoltà prettamente maschile, come eravamo soliti considerarla. La temutissima Ingegneria oggi raccoglie consensi sempre maggiori anche tra il pubblico femminile.

 

DONNE ISCRITTE A INGEGNERIA IN AUMENTO FINO AL 50% IN 10 ANNI

In particolare a Bergamo, in poco più di dieci anni (dal 2005 al 2016), il numero di donne iscritte a Ingegneria è passata da una quota del 7,7 per cento all’11,4 per cento. Un salto in avanti di oltre il 50 per cento. Non è un dato strano se si pensa che si tratta ancora oggi di uno dei percorsi di studi che offre maggiori possibilità di accesso al mondo del lavoro.

 

 TASSO DI DISOCCUPAZIONE FEMMINILE PIÙ ALTO DI QUELLO MASCHILE
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Le donne laureate in ingegneria guadagnano meno dei loro colleghi uomini

Tuttavia per le donne gli ostacoli da superare sembrano essere maggiori.

Lo studio di AlmaLaurea mette infatti i luce come nel 2015 (ultimo anno considerato dalla ricerca) il numero dei disoccupati tra gli studenti provenienti da Ingegneria fosse in assoluto molto basso, ma mentre per i ragazzi la percentuale si limitava a un misero 1,9 per cento, per le rappresentanti del gentil sesso la percentuale saliva fino al 3,7 per cento.

 

ANCHE SUL FRONTE STIPENDI PERMANGONO ALCUNE DISCRIMINAZIONI

Non basta. La discriminazione continua anche per quanto riguarda i salari: se gli uomini che mediamente percepiscono un salario pari a 1.492 euro, le donne – a parità di studi e titoli conseguiti – si devono invece accontentare di 1.362 euro. Ben 130 euro di differenza, che in uno stipendio di questa entità rappresentano una valore non certo residuale.

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