Lavorare meno, lavorare tutti? Gli anni 70 sono finiti. Da un pezzo

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Se si lavora meno, si riesce a lavorare tutti. C’è ancora chi pensa che sia questa la ricetta migliore contro la disoccupazione.

 

LA PROPOSTA DI UN CONSIGLIERE REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA

E se la proposta viene dal mondo politico, le perplessità sono ancora maggiori. Secondo il giurista Piergiovanni Alleva, consigliere regionale della lista L’altra Emilia Romagna, bisognerebbe ridurre la settimana lavorativa di chi un lavoro ce l’ha, per procedere all’inserimento di nuove persone. Si potrebbe così creare addirittura un posto di lavoro in più ogni quattro occupati.

 

RITORNO AGLI ANNI SETTANTA
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In italia sono troppi i giovani qualificati alla ricerca di un lavoro dignitoso. Per loro servono soluzioni di largo respiro

Lo strumento da utilizzare potrebbe essere uno di quelli già esistenti: i cosiddetti contratti di solidarietà espansiva, che andrebbero ulteriormente incentivati. L’impegno economico per la Regione non dovrebbe essere troppo elevato, almeno secondo il consigliere.

Il modello, giusto per capirsi, pare essere quello della settimana corta degli anni Settanta. «In Emilia Romagna – spiega Alleva – i lavoratori dipendenti sono due milioni e i disoccupati 160mila. L’effetto della riduzione sarebbe quindi più che doppio della disoccupazione esistente, visto che sarebbe pari a 400mila persone».

 

IL MERCATO DEL LAVORO HA BISOGNO DI RISPOSTE DIVERSE

Ma anche qualora questo strumento dovesse tecnicamente funzionare alla perfezione, siamo certi che sia di queste intuizioni che il Paese ha bisogno? Anziché spartirsi il (poco) lavoro che esiste, andando a incentivare una solidarietà fittizia che espande il numero di lavoratori in condizioni di fragilità economica, non sarebbe opportuno impegnarsi per sviluppare i mercati e la produttività delle aziende?

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