Scheda carburante addio, da luglio fatturazione elettronica (e bancomat) per il pieno di benzina

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Cara vecchia scheda carburante, addio. Tra qualche mese i titolari di partita Iva potranno disfarsi dei libretti sui quali annotate minuziosamente le spese sostenute per fare il pieno di benzina o gasolio del proprio mezzo.

 

CHI HA LA PARTITA IVA DOVRÀ CHIEDERE LA FATTURA ELETTRONICA

Nell’ultima legge di Bilancio varata dal governo uscente è stato deciso di porre fine a questo annoso “rito”.

A partire dal primo luglio di quest’anno gli acquisti di carburante presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti Iva dovranno infatti essere documentati con fatturazione elettronica. Non basta, perché per procedere alla deducibilità o detraibilità di queste spese sarà necessario pagare attraverso un sistema tracciabile. Niente contanti dunque, largo a carta di credito, bancomat oppure carte prepagate.

 

LE SCHEDE CARBURANTE NON AVRANNO PIÙ ALCUN VALORE

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Per ottenere le agevolazioni fiscali, i titolari di partita Iva non potranno più pagare il carburante in contanti

Ovviamente chi desidera pagare con le banconote potrà continuare a farlo, ma non potrà ottenere alcun tipo di beneficio fiscale.

Vengono dunque abrogate tutte le disposizioni che disciplinavano la gestione delle schede carburante. Gli esercenti degli impianti dovranno quindi adeguarsi e hanno a disposizione soltanto pochi mesi per essere pronti a fare i conti con la novità.

 

VITA DURA PER I “FURBETTI DEL CARBURANTE”

Per loro è però previsto un credito d’imposta pari al 50 per cento delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate tramite sistemi di pagamento elettronico.

Con l’abolizione della scheda carburante e l’obbligo di ricorrere a sistemi di pagamento tracciabili, il governo spera, tra le altre cose, di riuscire a rendere più difficile la vita ai furbetti, contrastando le indebite fruizioni di detrazioni e deduzioni.

@BusinessPmi

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