Siate più produttivi (anche se state per essere licenziati). La richiesta che imbarazza il mondo dell’impresa

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Da una parte lo spettro del possibile licenziamento in arrivo, dall’altra un datore di lavoro che, nonostante tutto, chiede di aumentare i ritmi di lavoro. Incredibile, ma vero.

 

EMBRACO ATTRAVERSA UN PERIODO DI ENORME DIFFICOLTÀ

La Embraco è una fabbrica torinese specializzata nella produzione di compressori per frigoriferi (per la Whirlpool, in particolare).

Gli affari negli ultimi tempi non vanno granché bene. Così, già lo scorso anno era stato dato il via ai contratti di solidarietà per scongiurare il rischio di possibili esuberi. La situazione però non ha dato segnali sostanziali di miglioramento.

 

SU 537 DIPENDENTI, 497 POTREBBERO PERDERE IL POSTO

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Dario Basso, segretario Uilm Torino

E dunque la fase tragica dei tagli sembra adesso ormai essere a un passo. Dei 537 addetti al lavoro alla Embraco, ben 497 potrebbero vedersi recapitare la lettera che nessuno vorrebbe mai leggere, quella del licenziamento.

Continuare a lavorare con il pensiero fisso della perdita del lavoro non deve essere facile, eppure ciò che hanno dovuto subire questi lavoratori, in una situazione già tanto compromessa e avvilente, assume i contorni di un terribile paradosso.

 

IL SINDACATO: RICHIESTA SFACCIATA E INTOLLERABILE

«Aumentate i ritmi produttivi», è stata infatti la richiesta incredibile che è giunta ai dipendenti della fabbrica di Riva di Chieri, secondo la Uilm-Uil.

E proprio il leader provinciale di questo sindacato, Dario Basso, ha manifestato tutta la sua disapprovazione dalle pagine de La Repubblica: «Embraco ha fatto questa richiesta in maniera sfacciata – ha sottolineato –, minacciando anche sanzioni disciplinari. È intollerabile vedere un’azienda che provoca in questo modo lavoratori sulla cui testa pende la spada di Damocle del licenziamento».

@BusinessPmi

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