Siete laureati e lavorate duro? Bravi (ma probabilmente un commesso pubblico guadagna più di voi)

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Siete tra quelli (tanti, la maggioranza) che sudano le proverbiali camicie per ottenere a fine mese uno “stipendio” che chiamare tale è già di per sé un esercizio di sano ottimismo?

 

TROPPA GENEROSITÀ IN ALCUNE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI?

Allora fermatevi qui. Non proseguite nella lettura di questo articolo perché potreste andare incontro a un pericoloso travaso di bile.

Sì, perché esistono realtà (pubbliche, va da sé) che davvero non riescono ad avere un rapporto sereno con il denaro che hanno disposizione. Lo distribuiscono con grandiosa munificenza.

 

UNO STENOGRAFO RAGGIUNGE I 170MILA EURO ALL’ANNO

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Gianfranco Micicchè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana

Si prenda l’Ars, l’Asemblea regionale siciliana. Un consigliere parlamentare viaggia sui 300mila euro annui. Tanti, ma agli stipendi esagerati dei politici ormai si è fatto il callo.

Un po’ meno facile abituarsi a sentire cifre da capogiro anche per ruoli più “modesti”: uno stenografo prende 170 mila euro all’anno, un assistente commesso addirittura 101mila euro. Per dare un’idea della situazione, la bella inchiesta de La Repubblica evidenzia che il primario di un ospedale si ferma a 110mila euro e un dirigente medico a 71mila.

 

MICICCHÉ: È LA FINE DEL MARXISMO

A consentire la lievitazione dei salari è una disposizione che a partire dal primo gennaio porterà all’eliminazione del tetto agli stipendi.

Gianfranco Micicché, presidente dell’Assemblea siciliana, parla di «fine del Marxismo». Che dire? Forse meglio non dire nulla.

@BusinessPmi

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