Venturini (Studio Legance): general counsel? Un lavoro da manager

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«Un ruolo più attivo, più presente». Arriva subito al punto Piero Venturini, partner dello Studio Legance Avvocati Associati, raccontando a BiMag la piccola rivoluzione che sta attraversando il General Counsel all’interno delle imprese.

 

FINO A 10 ANNI FA IL LEGALE D’IMPRESA AVEVA UN RUOLO BUROCRATICO

Il General Counsel & Corporate Secretary, l’evento organizzato da Business International a Milano, è il momento ideale per approfondire il tema con chi sta vivendo  questo passaggio sulla propria pelle. «Fino a 10 anni fa era un ruolo più amministrativo e burocratico – spiega Venturini -, utile solo quando c’era un problema da risolvere. Oggi invece c’è molto più coinvolgimento nelle scelte decisionali dell’azienda».

 

OGGI DEVE SAPERE COME SI SVILUPPA IL BUSINESS
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Piero Venturini, partner dello Studio Legance Avvocati Associati

Non più dunque un asettico intervento ex post che rischiava di causare pericolosi colli di bottiglia nell’operatività aziendale, ma una collaborazione continua che comincia con la nascita dei progetti. «Il legale oggi deve conoscere il business, deve sapere cosa fa l’azienda e dove sta andando, per essere in grado di dare risposte tempestive a problemi che potrebbero  sopraggiungere nello sviluppo di un progetto. Un ruolo che è diventato molto più vicino a quello del manager, anche se la preparazione e il background sono ovviamente di natura legale».

 

NON CI SI RIVOLGE PIÙ AL GENERAL COUNSEL A DECISIONI GIÀ PRESE

Quasi un nuovo modo di intendere i rapporti. «In passato ci si rivolgeva all’ufficio legale per verificare se una decisione, che era il più delle volte già stata assunta, poteva creare dei problemi. Se la risposta era affermativa, per l’azienda questo parere diventava un ostacolo al raggiungimento di un obiettivo per cui si erano già effettuati studi e ricerche, e sostenuto costi. Ci si rivolgeva al General Counsel perché “si doveva fare”, ma con il timore del suo responso. Il rischio era di dover ripensare il progetto, rielaborarlo, o addirittura ricominciare da capo».

 

INTERVENTO RICHIESTO FIN DALLE PRIME FASI DEL PROGETTO

Oggi la situazione è radicalmente cambiata, prosegue la sua riflessione Venturini. «Il General Counsel tende a essere presente sin dal primo giorno:  il legale interviene subito, quando il progetto è ancora nella sua fase iniziale, in questo modo è più facile gestirlo nel corso della sua evoluzione». Non più un corpo “a parte”, ma una presenza necessaria in grado di indirizzare le questioni legate al business. E per farlo in modo efficace devono necessariamente crescere anche le sue competenze: conoscere la legge in ogni suo aspetto non è più sufficiente. «È il mercato a imporlo. Prima era un ruolo da backstage, oggi serve una “visione allargata”, una maggiore capacità relazionale, l’abilità di interfacciarsi in modo adeguato… essere semplicemente un po’ più manager».

@GmGallizzi

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