Fontana (Story Factory): trasformate i contenuti in storie

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«Avete capito cos’è lo storytelling? Perché tutti oggi ne parlano e straparlano. Io me ne occupo da una ventina d’anni e non c’è giorno che non impari ancora delle cose». A parlare è Andrea Fontana, ceo di Story Factory e docente di storytelling e narrazione d’impresa all’Università di Pavia in apertura nel suo speach dedicato al corporate storytelling e alle storie aumentate, durante la Social Media Week, a Milano.

 

STORYTELLING, DISTINGUERE TRA DESCRIZIONE E NARRAZIONE

Andrea Fontana alla Social Media Week 2017

Per far capire lo storytelling e le sue dinamiche applicate a nuovi mondi tecnologici Fontana mostra due video commerciali, per insegnare a riconoscere un video “aumentato”.

Il primo, ben fatto è semplicemente descrittivo, il secondo invece una vera e propria narrazione per immagini. Se quindi l’obiettivo è realizzare storie aumentate, i contenuti vanno arricchiti attraverso le tecniche della narrazione.

 

INGAGGIARE, COINVOLGERE, NON ANNOIARE

E per le nostre storie aumentate, anche da inserire all’interno di esperienze tecnologiche, ci sono tre aspetti rilevanti da tenere in considerazione: la storia importante è quella degli altri (se parliamo di noi stessi rischiamo di annoiare), il racconto si basa sulle difficoltà (per coinvolgere, emozionare il pubblico) e se raccontiamo facciamolo su più piattaforme.

«Il problema di base – ricorda Fontana – è che la tecnologia presa di per se stessa è una bellissima questione ingegneristica, che fa eccitare i nerd, ma poi dentro che cosa ci metto?».

 

LE VARIABILI IN GIOCO

Le variabili dello storytelling

Le variabili dello storytelling

Fontana fa un rapido cenno a quelle che definisce le variabili chiave di presidio se si vuole cercare di costruire esperienze d’uso con la narrazione: i contenuti vanno trasformati in storie, in racconto; considerare il fruitore del racconto ovvero lo story-listener; inserire nel racconto uno show inteso nell’accezione inglese di animazione culturale; ci vogliono delle skills, abilità perché non ci si improvvisa dall’oggi al domani; poi ci vuole una grande cura del set perché è come essere a cavallo tra sceneggiatura e coreografia e l’insieme diventa il setting complessivo dell’esperienza che si va a proporre; e infine lo storyteller, il protagonista principale, il portatore del racconto.

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