Grinta e volontà sono veri e propri talenti. La lettera di Ancelotti a Gattuso per i suoi 40 anni

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Quanto conta il talento? È una domanda che non si smette mai di riproporre. Per alcuni è il metro principale per giudicare le persone in azienda. Poi però capita di avere a che fare con manager all’apparenza privi di eccellenze particolari che riescono però a raggiungere risultati straordinari. E ci si chiede: ma come diamine hanno fatto?

 

I 40 ANNI DELL’ALLENATORE DEL MILAN

Rino Gattuso è l’allenatore del Milan. Ha appena compito 40 anni e un altro allenatore, Carlo Ancelotti, che lo conosce molto bene (avendolo allenato a lungo quando giocava nel Milan), ha pensato fosse giusto tributargli una lettera d’auguri e d’elogi che è stata pubblicata sulla Gazzetta dello sport.

Dopo averla letta diventa forse un po’ più facile capire perché anche chi non ha grandi mezzi a disposizione può fare la differenza. E diventare un esempio.

 

POCHI MEZZI TECNICI MA UNA CAPACITÀ UNICA DI ARRIVARE ALL’OBIETTIVO

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Rino Gattuso dopo una splendida carriera da giocatore ha cominciato quella di allenatore. Ora, a 40 anni, si gioca la chance della sua (seconda) vita

«In campo eri il mio guerriero – scrive Ancelotti –. Mai una volta che ti abbia visto mollare, mai una volta che ti abbia visto la maglia pulita, mai una volta che non ti abbia visto fare fatica. È questo che ho sempre ammirato in te: la capacità di arrivare all’obiettivo nonostante la natura non ti avesse dotato di grandi mezzi tecnici. Perché – posso dirlo? – i tuoi piedi non sono proprio il massimo dell’educazione! Però la grinta che ci mettevi tu non ce l’aveva nessuno e, cosa non comune, sapevi trasmetterla agli altri. Quante volte ti ho visto parlare con un compagno per aiutarlo, spronarlo, sorreggerlo nei momenti difficili

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