Il cous cous made in Italy combatte la crisi e conquista l’Europa

Affrontare la crisi avendo il coraggio di cambiare e l’intelligenza di capire trend del mercato e idee imprenditorialmente più performanti. Questo è ciò che ha permesso a un pastificio in crisi non solo di salvarsi, ma nel giro di 10 anni di diventare azienda leader. Bia Italian Food di Argenta, provincia di Ferrara, nasce come pastificio ma da 10 anni è una delle più grandi fabbriche di cous cous in Europa.

 

IL COUS COUS, NON SOLO CIBO ETNICO 
cous cous fest a san vito lo capo

Bia è main sponsor del Cous cous fest

Alimento tipico della tradizione magrebina in particolare, presente nella tradizione culinaria nordafricana e subsahariana, per la propria versatilità, facilità di preparazione e per il costo contenuto il cous cous ha progressivamente conquistato tutta l’Europa, Francia in primis. In alcune zone della Sicilia contaminate dalla cultura araba è sempre stato presente, soprattutto in abbinamento al pesce, diventando progressivamente un piatto tipico e gourmet al tempo stesso, tanto da meritarsi un festival annuale, il Cous cous fest di San Vito lo Capo, che richiama chef da tutto il mondo. Nel resto dell’Italia, dove è forte la tradizione di pasta e riso, ha fatto più fatica ad affermarsi. Qualcosa, però, sta cambiando, sia per la curiosità del mercato verso il cibo etnico, sia per l’interesse verso tutto ciò che è healthy food. 

 

IL COUS COUS MADE IN ITALY 
cous cous la mantia

Filippo La Mantia testimonial del cous cous

Se in Europa è la Francia il maggior consumatore di cous cous, l’Italia può vantare di esserne uno dei maggiori produttori grazie proprio alla riconversione dell’ex pastificio Bacchini in Bia Italian food, fabbrica di cous cous. In questi dieci anni di attività come produttori di cous cous, puntando sulla qualità, l’azienda è riuscita non solo a conquistare come clienti i pastifici italiani che si fornivano da produttori stranieri, ma a esportare in Europa, Sudamerica e Sudafrica più dell’85% della produzione. Un risultato non da poco, se si pensa che dall’orlo del fallimento del 2005, oggi i numeri di Bia sono tutti più che positivi: 3 stabilimenti, 75 dipendenti, 41 mila tonnellate di prodotto uscite dall’azienda nell’ultimo anno, il 60% del mercato italiano in mano, tra marchio proprio e private labels

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