Azzardo e videogiochi violenti, quando l’intrattenimento può fare danni sociali enormi

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Fra le tante cause subdolamente responsabili dei danni psicologici ed economici causati in questi anni a milioni di persone, ne troviamo due che sono anche oggetto di sofisticate strategie di diffusione e vendita e occupano i primi posti in tema di (ir)responsabilità sociale e fatturato.

 

GIOCHI D’AZZARDO E VIDEOGIOCHI VIOLENTI

Una è l’organizzazione legalizzata del gioco d’azzardo (e i suoi simili) che trova fra i suoi più fedeli alleati un sistema di governo che anziché vietarlo si pone di fatto come suo mandante e contemporaneamente anche prezzolato agevolatore a percentuale.

L’altro (ir)responsabile è l’industria dei video giochi violenti, quelli cioè che chiedono ai partecipanti di gestire azioni che includono, stimolano e suggeriscono la violenza, la forza, l’arroganza come strumenti facilitatori della vittoria e di predominio sull’altro.

 

AGENTI DEL MALE CHE PRODUCONO DANNI SOCIALI

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Le scene di violenza all’interno dei videogiochi sono ormai molto diffuse

Questi due “agenti del male” giocano con “le vite degli altri” producendo danni sociali di gravissima entità perché colpiscono le persone più deboli, meno solide e tragicamente meno attrezzate per riconoscere i tranelli del marketing più aggressivo, scorretto e criminale, rendendole vittime di un sistema che le illude, le manipola, le trasforma, le sfrutta e le istruisce.

Ahimè certo che le istruisce, perché l’istruzione passa attraverso qualunque forma di stimolo all’apprendimento di qualunque materia (da Wiki: «L’opera svolta per istruire attraverso l’insegnamento e il risultato o il frutto di tale attività … apprendere una serie di nozioni relative sia a una materia o a un’arte, sia all’esercizio di una particolare attività»).

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