Dignità e coscienza, l’imprenditore che paga lo stipendio al dipendente malato

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«Una questione di dignità del lavoratore oltre che di coscienza personale». Dignità e coscienza. Rocco De Lucia è un imprenditore che sta insegnando bene, con l’esempio, cosa significhino queste due parole.

 

STEVEN BABBI È STATO ASSUNTO LO SCORSO ANNO

Nella sua impresa di Cesenatico, la Siropack, lavora Steven Babbi, un ragazzo di 22 anni assunto a febbraio dell’anno scorso quando era già stato colpito da una brutta malattia, il sarcoma di Ewing, un tumore che colpisce le ossa. Ormai da tempo Steven non può più lavorare, dopo che gli è stato asportato un polmone.

 

L’INPS LO HA SOSTENUTO PER SEI MESI COME PREVISTO DALLA LEGGE

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Dopo un intervento di asportazione del polmone, l’Inps ha garantito un’indennità al giovane Steven pari a sei mesi

Per sei mesi questo sfortunato ragazzo ha potuto contare sulle indennità garantite dall’Inps. Poco tempo fa però il periodo di copertura si è concluso e gli scenari che andavano schiudendosi erano davvero cupi.

De Lucia avrebbe potuto licenziarlo in modo da fargli avere la disoccupazione, ma sarebbe stata ovviamente un’altra mazzata per Steven. Il capo della Siropack invece ha stupito un po’ tutti assumendo una decisione da uomo prima che da imprenditore: continuerà a pagargli regolarmente lo stipendio fino a quando sarà necessario.

 

UN ESEMPIO PER TUTTI

Così, se non è lo Stato a prendere in mano una situazione tanto delicata è l’iniziativa privata a sostenere chi si trova in estrema difficoltà. D’altra parte con un ragazzo così viene facile fare la scelta giusta: «È un traino per tutti, un motivatore nato. Gli altri lo vedono sbattersi a destra e a manca e non hanno il coraggio di tirarsi indietro, non potrebbero», spiega De Lucia al giornalista de La Repubblica prima di lanciare i suoi strali.

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