Galeorto, piace il marchio made in carcere

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L’oro rosso viene dal carcere: tutto lecito, parliamo di zafferano di altissima qualità. Viene coltivato, bio, nella casa circondariale di Trento. Da quello nasce Zafferana, la prima birra del carcere aromatizzata con i preziosi pistilli. Tutti prodotti di eccellenza, riuniti sotto il marchio Galeorto. Un progetto di agricoltura sociale che mira al reinserimento dei detenuti. E che trova sviluppi imprenditoriali.

 

ZAFFERANA, LA BIRRA TRIPLE DA ZAFFERANO BIO DELLA CASA CIRCONDARIALE DI TRENTO

Zafferana, la birra ad alta fermentazione prodotta con zafferano bio del carcere di Trento

Zafferana, la birra ad alta fermentazione prodotta con zafferano bio del carcere di Trento

Il carcere può essere un luogo di lavoro e produzione di prodotti di eccellenza. Lo dimostra la cooperativa sociale La Sfera che, a Spini di Gardolo, in provincia di Trento, dove ha sede la casa circondariale, gestisce un progetto d’inclusione sociale per i detenuti. La presenza di una superficie verde di circa novemila metri quadri all’interno dell’istituto penitenziario ha portato a organizzare un percorso di agricoltura sociale finalizzato all’inserimento lavorativo di un gruppo di detenuti impegnati nella coltivazione biologica di zafferano,  cavolo cappuccio e varie erbe  officinali.

La coltivazione ha permesso di sviluppare partnership da cui sono nati prodotti di qualità. Come Zafferana, una Triple ad alta fermentazione, dal colore dorato carico, non pastorizzata né filtrata, prodotta in collaborazione con Argenteum, l’agribirrificio che produce apprezzate birre aromatizzate con piante officinali e fiori. O i crauti bio Solidale Italiano, frutto di una collaborazione con l’Azienda Agricola biologica Debiasi.

«Noi come mission abbiamo l’inserimento lavorativo di persone in difficoltà – spiega  Elisa Pozza, responsabile marketing e sviluppo della cooperativa sociale La Sfera –. E questo progetto si va a inserire all’interno di questo sistema di valori. Abbiamo creato Galeorto, un marchio ad hoc, per spingere il progetto e far partecipare un numero sempre maggiore di detenuti. La birra  è un’autentica novità di questi giorni. Puntiamo a sviluppare altre partnership – fa sapere–: ci stiamo muovendo con aziende del territorio su prodotti di panificazione e lattiero-caseari. I nostri prodotti si acquistano direttamente sul sito della cooperativa e in alcuni canali specializzati».   

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