Blockchain, il vino al Vinitaly sposa l’agricoltura 4.0

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Il vino apre le porte alle tecnologie di agricoltura 4.0, come la blockchain. Quattro aziende vitivinicole italiane sono le prime ad avere adottato My story, una soluzione specifica per il settore food & beverage di tracciabilità digitale, dalla vite alla bottiglia. Con la garanzia di Dnv Gl, uno dei principali enti di certificazione a livello mondiale.

 

QUATTRO AZIENDE VINICOLE PIONIERE: UNA SOLUZIONE PER LA PIENA TRACCIABILITÀ DELLA FILIERA A VANTAGGIO DEL CONSUMATORE

La blockchain è una soluzione digitale dell'agricoltura 4.0

La blockchain è una delle soluzioni dell’agricoltura 4.0

Le cantine pioniere nel campo dell’innovazione sono la piemontese Michele Chiarlo, la franciacortaina Ricci Curbastro, la toscana Ruffino e la pugliese Torrevento. My Story permette di tracciare ogni passaggio lungo la filiera: dai fitofarmaci utilizzati, ai trattamenti con i fertilizzanti, al contenuto dei solfiti aggiunti, ai vitigni utilizzati. Una sorta di carta di identità del prodotto non solo in chiave di tracciabilità e sicurezza alimentare. Ma anche di plus, come la sostenibilità ambientale o la Denominazione di origine controllata.

Attraverso una semplice lettura del Qr Code, effettuabile con uno smartphone, il consumatore può accedere a tutta una serie di informazioni nei dettagli. «My Story è la prima soluzione basata sul nuovissimo concetto di digital assurance, che va ben oltre il monitoraggio di un prodotto dal produttore al consumatore – fa notare Renato Grottola, M&A and Digital Transformation Director di DNV GL –. Si tratta del primo passo nel nostro obiettivo di utilizzo coerente e combinato di Blockchain, Internet of Things e Artificial Intelligence per contribuire al miglioramento delle performance, dell’efficienza e della trasparenza dei processi delle aziende con cui lavoriamo».

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