Carpooling, Cimmelli (iGoOn): è arrivata l’ora delle aziende

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Il carpooling? «Un fenomeno in crescita, così come avviene per altre piattaforme basate sui principi della sharing economy». Ne è certo Claudio Cimmelli, ceo di iGoOn, una startup napoletana che nasce come servizio di condivisione della mobilità urbana «su tratte stradali non servite da altri competitor» ma punta a estendere in fretta il proprio campo d’azione.

 

CONDIVIDERE L’AUTO NELLA TRATTA CASA-LAVORO

Cimmelli e il suo giovane team di lavoro (età media poco sopra i 30 anni) hanno infatti da poco lanciato una nuova iniziativa legata a un segmento di mercato con margini di crescita potenzialmente enormi: «Abbiamo appena completato lo sviluppo di una nuova piattaforma di carpooling destinata esclusivamente alle aziende – spiega il ceo a BiMag –, grazie alla quale colleghi possono organizzarsi in auto insieme offrendo o cercando un passaggio per le tratte casa-lavoro. In poche settimane abbiamo già riscontrato un enorme interesse da parte di numerose big company in Italia».

 

IL CARPOOLING CONTRIBUISCE A RENDERE GREEN L’IMMAGINE DELLE AZIENDE
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Claudio Cimmelli, ceo di iGoOn

Sì, perché oltre agli immaginabili vantaggi per i dipendenti («Utilizzando quotidianamente il carpooling, si possono risparmiare fino a duemila euro all’anno, contribuendo al proprio benessere e alla produttività»), le opportunità coinvolgono il tema del welfare aziendale e possono aiutare a rafforzare «l’immagine green dell’azienda».
«Si tratta di soluzioni che non offrono un vantaggio immediato in termini economici – sottolinea Cimmelli –, ma sono alla base dei principi di sostenibilità che ogni grande azienda dovrebbe garantire».

 

MOBILITÀ CONDIVISA ANCHE PER I GRANDI EVENTI

La scelta di puntare sul mondo delle imprese si accompagna a un’altra intuizione di questa dinamica startup: «Dopo i primi esperimenti a Napoli, abbiamo attirato l’attenzione di alcuni organizzatori di eventi, molto interessati alla nostra soluzione per raggiungere concerti, festival e altri eventi di massa. Per questo motivo negli ultimi mesi abbiamo messo a punto una nuova versione dell’app con una sezione interamente dedicata al carpooling dedicato agli eventi».

 

ESISTE ANCORA UN MURO DI DIFFIDENZA DIFFUSO

Diversificazione, dunque. Anche in questo campo si comincia a ragionare per categorie di utenti, cercando di offrire opportunità di mobilità condivisa sempre più tagliate su misura. E d’altra parte quando il mercato cresce, vanno di pari passo le esigenze dell’utenza. «L’Italia è sicuramente tra i paesi europei con in numeri più elevati per quanto riguarda la diffusione del carpooling, così come altre piattaforme di sharing economy. Ci sono però ancora enormi margini di crescita per i prossimi anni», assicura Cimmelli, secondo cui i “segreti” del successo sarebbero almeno tre: «Risparmio economico, sostenibilità ambientale e condivisione di esperienze».
Sono però in tanti a mostrare forti perplessità: «Il principale ostacolo è spesso la diffidenza. Ci sono persone disposte a condividere beni o servizi anche più personali, ma di fronte al carpooling rimangono un po’ scettici; esistono ancora troppi pregiudizi privi di fondamento».

 

LE DONNE? POCHE ISCRITTE, MA ATTIVISSIME
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Il carpooling è sempre più diffuso in Italia, può essere un’opportunità anche per le aziende 

Va da sé quindi che tra i maggiori utilizzatori di questi servizi ci siano soprattutto giovani, di solito meno condizionati da timori e preconcetti. «La maggioranza dei nostri utenti ha un’età compresa tra i 22 e i 33 anni, si tratta per lo più di studenti o giovani lavoratori. Tra gli utenti iscritti gli uomini sono in grande maggioranza, circa il 75 per cento, ma le donne sono nettamente più attive e partecipi, soprattutto nella sezione “eventi”».

@GmGallizzi

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