La plastica dei telefonini è difficile da smaltire, al via progetto per trovare soluzione

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Una montagna composta da 16mila tonnellate di plastica. Difficile da immaginare, no? Eppure è quella che si crea ogni anno come risultato della plastica che viene eliminata dalle piccole apparecchiature elettroniche di cui decidiamo di disfarci.

 

UNA TIPOLOGIA DI PLASTICA DIFFICILE DA TRATTARE

Come i telefonini, ad esempio. Il problema è rappresentato dal fatto che queste “montagne” devono essere sottoposte a trattamento e recupero. E non è un’impresa semplice. La grande diversità dei polimeri utilizzati rende sempre più complesso l’obiettivo di ottenere frazioni più omogenee e pulite riutilizzabili.

Non basta, perché la presenza di plastiche con ritardanti di fiamma bromurati impone poi la necessità di un ulteriore processo di separazione per massimizzare la componente riciclabile della plastica stessa.

 

INTERA FILIERA RAEE MOBILITATA SU QUESTO PROBLEMA

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Una montagna dal peso di circa sedicimila tonnellate: è quella che si forma ogni anno con gli scarti di plastica delle apparecchiature elettroniche che buttiamo via  

È per questo motivo che la filiera RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) si è mobilitata per trovare una soluzione.

Così Ecolight, il consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, il Dipartimento di Ingegneria meccanica e industriale dell’Università di Brescia e Stena Technoworld, una società che si occupa del trattamento dei rifiuti elettronici, hanno messo insieme il loro know-how per inventare nuove tecnologie che permettano di migliorare il recupero delle materie plastiche contenute nei piccoli elettrodomestici, nei cellulari e nell’elettronica di consumo.

 

UN ANNO E MEZZO DI TEMPO E 300MILA EURO DI RISORSE A DISPOSIZIONE

Ha così preso il via “Separazione e selezione delle plastiche contenute nei RAEE di cui al raggruppamento 4 (piccoli elettrodomestici): innovazioni di processo e miglioramento delle percentuali di riciclo e recupero”, un’iniziativa che in 18 mesi e grazie a 300mila euro di investimenti mira a incrementare l’efficienza di separazione della plastica ottenuta e migliorare la qualità della materia finale.

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