Marelli (Kilometro Rosso): senza condivisione non c’è innovazione

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Impossibile non vederlo. Percorrendo l’autostrada A4 Torino-Venezia, all’altezza di Bergamo, una lunga scia rossa cattura lo sguardo. È il Kilometro rosso, uno dei parchi scientifici e tecnologici più importanti d’Italia.

 

OPEN INNOVATION DECISIVA PER LE AZIENDE
Il direttore commerciale e marketing del Kilometro Rosso, Roberto Marelli

Il direttore commerciale e marketing di Kilometro rosso, Roberto Marelli

Capire cosa succeda al suo interno e quali siano le dinamiche che si possono scatenare tra le aziende partner è però questione per nulla scontata. «Il Kilometro rosso nasce dall’idea che stare vicini, frequentarsi e potersi scambiare conoscenze, competenze e idee sia il modo – ormai l’unico modo – per innovare e rimanere competitivi». È Roberto Marelli, direttore commerciale e marketing, a raccontare a BiMag come il principio ispiratore di questo distretto sia l’open innovation, un modello diffuso sin dall’inizio del nuovo millennio ma che oggi diventa ancor più decisivo per il successo delle aziende, grandi o piccole che siano.

 

STOP ALL’AUTARCHIA AZIENDALE

«Fare ciò che in passato era chiamata closed innovation, ovvero ricercare, sviluppare prodotti e tecnologie “chiusi” nel proprio laboratorio, all’interno della propria azienda, non è più immaginabile. O perlomeno non porta più a risultati soddisfacenti. La tecnologia, l’innovazione, le nuove idee, si sviluppano in tutto o in parte in modo diffuso, all’interno di realtà diverse, come le università, i laboratori di ricerca, le startup…».

Secondo Marelli è rischioso nel 2016 pensare di coltivare ancora forme di “autarchia aziendale”. «Per innovare bisogna condividere. Aprirsi alle altre realtà, diverse da noi. Non dico ai competitor, ma perlomeno ad altre aziende del proprio settore. Capire cosa fanno, mettere in comune ciò che è opportuno, in modo da rendere più efficiente ed efficace il modo di far ricerca, di competere e trovare soluzioni a eventuali problemi. Sempre tutelando, ovviamente, il proprio bagaglio di tecnologie specifiche e di vantaggi competitivi».

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