La carrozzina? Verso la pensione. Marioway mette tutti alla stessa altezza

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«Quando ognuno di noi ha a che fare con qualcuno seduto “dal basso” della sua carrozzina, incontra prima la disabilità e poi la persona. Marioway rivoluziona questo paradigma mettendo “l’altro” alla nostra stessa “altezza”». Mario Vigentini, presidente e amministratore delegato di MarioWay, si è messo in testa un’idea piacevolmente sconcertante: creare una carrozzina per persone con paraplegia che consenta di muoversi agevolmente in posizione eretta.

A BiMag racconta che l’intuizione è nata dopo diversi anni di lavoro assieme a persone con disabilità. E quando si opera nel campo educativo, spiega Vigentini, lo strumento fondamentale «è la relazione». Se siamo in grado di costruire un rapporto «profondo e sincero con “l’altro” diverso da noi, tale relazione è in grado di dischiudere nuovi orizzonti di senso e trasformare in meglio la realtà che ci appartiene». Per raggiungere questo traguardo dobbiamo però «essere disposti a perdere i nostri pregiudizi e i nostri preconcetti».

 

 

Man of vision, c’è scritto sulla sua business card. E in effetti le parole che usa somigliano poco a quelle che si è soliti sentire da un imprenditore. La dimensione sociale sembra prevalere in modo netto su quella economica. «Ciò che facciamo ha uno scopo molto più complesso e ambizioso rispetto al device: costruire “ben-d’essere” per ogni uomo». Come laboratorio di ricerca è stato scelto il Kilometro Rosso, sede ideale per aziende che hanno voglia di fare ricerca e innovazione.

 

Mario Vigentini, presidente e ad di Marioway

Mario Vigentini, presidente e ad di Marioway

Quali sono le differenze del vostro progetto rispetto alla tradizionale carrozzina?

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