La nuova geografia europea del post-voto

Data:
Località:
The Westin Palace Milan, Piazza della Repubblica, 20 - Milano - 20124 (MI)

Le elezioni italiane hanno rappresentato il culmine di un periodo di
sconvolgimento politico del mondo occidentale. Dalla Brexit all’elezione di
Trump, alla crescita delle forze anti-sistema in numerosi altri paesi europei,
si è assistito ad una rivolta degli elettori contro problemi di lunga data che
venivano di fatto ignorati dalla classe dirigente. Finora la reazione generale
in Europa è stata quella di resistere ai populismi. La realtà si impone però, e
fa capire che non funzionerà più il business as usual.

Nei prossimi anni l’Europa e l’Occidente proseguirà sugli errori del passato,
lasciando campo libero alle nuove forze emergenti, o sarà in grado di
ricostruire su nuovi equilibri una posizione di leadership a livello mondiale?
Andrew Spannaus, analista americano che conosce bene anche l’Italia, analizza i
rischi e le opportunità per le imprese in uno scenario internazionale in cui
alle minacce del protezionismo, non solo americano, si affiancano le tensioni
geopolitiche negli immediati dintorni dell’Europa.

Spannaus ci proietta in un visione di politica responsabile e di lunga corso
dove la libertà di mercato sarà soggetta a maggiori regole intese a proteggere
certi tipi di produzione, che non significa bloccare il commercio, ma ripensare
la struttura del global supply chain, con una rinnovata attenzione agli effetti
diffusi delle politiche economiche. Il protezionismo intelligente, quello che
privilegia la qualità invece della quantità, offre l’occasione di affrancarsi
dal modello dei bassi costi.

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