La musica italiana fa soldi in Europa: tour di Elio e le storie tese

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Elio e le storie tese festeggiano 35 anni di vita con un nuovo tour. Destinazione Europa per la band italiana più esilarante e dissacrante. Quindici giorni scanditi da un viaggio che tocca ben 12 città di 9 paesi europei ed extra europei. Dall’Istituto di cultura italiana di Budapest al Volkshous di Zurigo il Yes, We Can’t Tour toccherà Berlino, Colonia, Magonza, Amsterdam, Londra, Parigi, Madrid, Barcellona, Lussemburgo e Bruxelles.
 

DODICI CONCERTI IN QUINDICI GIORNI 

A metà strada tra un tour de force e una gita scolastica, la tourné di Elio e le storie tese prevede 12 concerti in 15 giorni, pensati e organizzati per esportare l’orgoglio italiano secondo la maniera demenziale che caratterizza la band da 35 anni a questa parte. «L’obiettivo, dichiarano gli Elii, è quello di scongiurare l’effetto-domino innescato da Brexit (l’uscita di Brescia dalla Lombardia) ed evitare che gli stati membri abbandonino il condominio Europa per il nervoso». 
 

IL PRIMO TOUR EUROPEO FINANZIATO COL CROWDFUNDING
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Il crowdfunding del tour prevede la vendita di spazi sul bus del tour  

In linea con lo spirito del tour Elio e le storie tese hanno ideato un nuovo tipo di crowdfunding per finanziarsi e coinvolgere i propri fan. Una fiancata del bus con il quale la band si sposterà per i 15 giorni del tour è stata suddivisa in spazi da mettere in vendita.  Il gruppo non è nuovo a operazioni del genere: sul loro sito è presente Il negozietto, l’e-Commerce in puro Elio e le storie tese style: dal presepe con le statuine della band alle t-shirt fino ad arrivare ai cofanetti con gli album più famosi, i fan della band possono trovare tutto a portata di clic. 
 

ELIO E LE STORIE TESE  ALLA CONQUISTA DELL’EUROPA 

Partendo dalla convinzione di essere una band europea, per la scelta dei concetti trasmessi dalle canzoni e per lo humor demenziale e scanzonato che da sempre li caratterizza, gli Elii affrontano il primo tour in giro per l’Europa con un occhio di riguardo nei confronti dei connazionali presenti nei paesi toccati dai concerti. Connazionali ai quali la band manda un messaggio molto chiaro. «Se ci incrociate in giro con la corriera o l’aereoplano, fateci i fari così ci salutiamo come gli italiani che si incontrano all’estero e trovano entusiasmante che uno sia di Pistoia e l’altro di vicino Vicenza. Ciao! Ci vediamo all’estero! Hai presente, dove c’è quel baretto nel piazzale davanti all’edificio giallo con le scritte.»

@ludabis

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