Sacchetti biodegradabili, l’eccellenza italiana di Novamont: per Legambiente è una legge #unsaccogiusta

Quando a parlare di sacchetti biodegradabili e compostabili non era il governo, ma uno degli attori più in voga del momento, il coro non era di indignazione ma di sostegno. In questi giorni di polemica sui sacchetti biodegradabili “imposti dalla legge” (qui una spiegazione molto esauriente sul tema), forse vale la pena di riguardare quel video, girato da Legambiente due anni fa, in cui Fortunato Cerlino (noto al mondo come il “Don Pietro Savastano” di Gomorra) invitava tutti a riflettere sull’utilizzo dei sacchi del supermercato. E ci informava su qualcosa di cui in molti erano ancora all’oscuro: quello dei sacchetti di plastica (invece che biodegradabili) è uno dei racket della malavita organizzata.

SACCHETTI BIODEGRADABILI, DALLO SPOT ALLA POLEMICA IN DUE ANNI
Da giorni impazza la "polemica" dei sacchetti biodegradabili obbligatori per legge

Da giorni impazza la “polemica” dei sacchetti biodegradabili obbligatori per legge

“Per cambiare le cose basterebbe starci attenti, informarsi, scegliere i prodotti virtuosi, fare la propria parte”, diceva l’attore dopo aver raccontato di Coop Ventuno, la cooperativa fondata ad Aversa da due ragazzi che producono sacchetti biodegradabili e combattono la camorra, i cui padri furono entrambi uccisi per aver denunciato quel racket. Oggi quello spot torna di attualità: se li abbiamo applauditi un anno fa, perché ora questi sacchetti (da 2 miseri centesimi l’uno) ci scandalizzano tanto? La stessa Cooperativa Sociale Ventuno spiega su Facebook attraverso le parole di Legambiente che quella introdotta dal governo sui bioshopper è una legge #unsaccogiusta.

LA VERSIONE DI LEGAMBIENTE: UNA LEGGE GIUSTA

“Non è una tassa occulta perché da sempre – spiega Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – i cittadini pagano in modo invisibile gli imballaggi che acquistano con i prodotti alimentari ogni giorno. Unica differenza, è che questa volta il costo è visibile”. E c’è chi ha parlato di monopolio dell’azienda Novamont, “una fantasia – spiega Legambiente – di chi non conosce il mercato delle bioplastiche. Oggi nel mondo ci sono almeno una decina di aziende chimiche che producono polimeri compostabili con cui si producono sacchetti e altro”.

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