Leonardo Opali (Taf): il profumo 2.0 sarà customizzato

Profumiere

La customizzazione, nuovo mantra, investe anche il regno delle essenze. Il profumo del futuro non sarà più standardizzato, ma su misura. Ne è convinto Leonardo Opali, naso profumiere, fondatore di Taf, ad Arzignano, provincia di Vicenza, che crea  fragranze artigianali, anche a domicilio. E dopo un test psicologico.

 

Il profumo del futuro sarà personalizzato?

Leonardo Opali, «naso» creatore di fragranze artigianali

«Ci stiamo muovendo in questa direzione. Oggi c’è il bisogno di sentirsi speciali. Crescono i profumi di nicchia, rari e costosi per gratificare il cliente. Io ho visto questo fenomeno ma sono andato oltre, dove alla fine andremo. Più speciale dell’esemplare unico non c’è nulla».

 

Come funziona il test psicologico?

«Devo sapere una persona chi è e cosa vuol dire. Il test si basa su domande sviluppate con un sociologo. Una persona altruista, per esempio, donna, sotto stress, ha la sensazione che gli altri se ne stanno approfittando. E vuole rispetto. Con il profumo evoco allora l’atmosfera di una cattedrale, l’odore di incenso, il legno dei banchi scuri, la polvere degli arazzi. Il risultato è mettere in soggezione». 

 

Ci faccia qualche altro esempio.

Il cliente oggi chiede un profumo che faccia sentire speciale

«Un direttore di banca. Ti dà la mano in modo deciso e con il tatto ti fa capire che c’è solidità. Si veste in modo serio. Ma poi non può profumare in modo allegro e sportivo: ha rovinato tutto, deve odorare di solidi legni! Un direttore di una grandissima azienda siciliana voleva tenere svegli gli impiegati. Ho fatto un profumo che accrescesse l’attenzione con toni agrumati e verdi».

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