Gorlini: i cantieri per la M4? Una sfida per chi sa reinventare il suo business

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La vita ti mette sempre qualche ostacolo inaspettato sul cammino. Nessuno sconto anche se hai la fortuna di avere un’azienda in salute e uno splendido showroom a due passi dal centro di Milano. Sì, perché può capitare che in una strada di enorme passaggio, in cui le tue vetrine fanno da anni baldanzosa mostra di sé, sorgano un bel giorno i cantieri della nuova linea metropolitana, la M4, quella che da via San Cristoforo porterà dritti e veloci all’aeroporto di Milano Linate.

Una manna per milioni di viaggiatori ogni anno e per Milano, che prosegue instancabile il suo splendido percorso di sviluppo. Una iattura (seppur temporanea) per tante imprese, le cui attività si affacciano sulle strade “violate” dai cantieri. In via Santa Sofia le vetrine dei negozi sembrano oggi giocare a nascondino. I marciapiedi sono passaggi angusti, i posteggi (già centellinati in zona) ormai miraggi. E gli affari accusano il colpo. «All’interno del nostro showroom abbiamo avuto un calo drastico delle presenze, circa il 50 per cento», racconta a BiMag Silvia Gorlini, direttore commerciale & marketing (nonché store manager) di Gorlini, azienda di Legnano specializzata nella produzione e commercializzazione di finestre e porte. Una tipologia di attività che proprio in questa zona ha un alto tasso di concentrazione: altri nomi conosciuti come Garofoli, Bertolotto o Eclisse, hanno organizzato in Santa Sofia i loro avamposti, dando vita a un rigoglioso distretto milanese di questo settore di mercato.

 

Silvia Gorlini, direttore commerciale & marketing dell’omonima azienda specializzata nella produzione e commercializzazione di porte e finestre

Quanto conta per un’attività come la vostra l’organizzazione delle vetrine e in generale la visibilità dall’esterno dello show room?
«Molto, indubbiamente. E ha assunto maggiore importanza con il trascorrere degli anni. In passato lo showroom era funzionale alla vendita di quanto prodotto nella nostra sede centrale di Legnano. La clientela era prevalentemente composta da professionisti del settore; la visibilità era importante, ma non fondamentale. Decisivo, piuttosto, era il passaparola».

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