Il business elettorale oggi si è trasferito sui social: fine di santini e manifesti?

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I tabelloni ci sono ancora, ma sono meno affollati di un tempo. Manca meno di un mese alle elezioni, ma la politica sembra cominciare a evitare le “vecchie” forme di comunicazione.

 

UN TEMPO ALL’ELETTORE CI SI ARRIVAVA SOLO COSÌ

Fino a pochi anni fa, la propaganda elettorale era quasi sempre “selvaggia”: ogni angolo a disposizione dei tabelloni era ricoperto da facce e simboli di ogni sorta. E nottetempo non mancava chi strappava i manifesti della concorrenza per apporre i propri. D’altra parte era uno dei pochi modi per arrivare all’elettore. Insieme ovviamente a volantini e santini che puntualmente inondavano le cassette delle lettere.

 

INTERNET HA TOLTO IMPORTANZA ALLA CARTA

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Santini sparsi ovunque in una città italiana

Un grande spreco di carta, un discreto investimento finanziario. Oggi internet ha semplificato (per alcuni, complicato) le cose. All’elettore ci si arriva in modo più semplice, più completo, più frequente (e soprattutto più economico, perlomeno se non ci si rivolge a professionisti del settore).

I social hanno rivoluzionato dunque anche il modo di fare politica. Quasi impossibile oggi votare a scatola chiusa. All’elettore basta poco per “conoscere” le persone che andrà a votare. Che poi possa inserire o meno le preferenze sui nomi, al momento del voto, è un altro paio di maniche.

 

VANTAGGI PER L’AMBIENTE (E PER IL DECORO URBANO)

Ancora pochi anni e probabilmente le affissioni spariranno del tutto. E, oltre al vantaggio sull’ambiente (meno carta si utilizza meglio è, ovviamente), ci sono anche da considerare i benefici dal punto di vista del decoro urbano: l’impatto estetico di queste strutture è quasi sempre parecchio discutibile.

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