Grazie alle monete la Fontana di Trevi (senza fare nulla) fattura come una pmi

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Una monetina nella Fontana di Trevi. Chiunque sia passato da Roma non può aver potuto fare a meno di perpetuare questo rito antico.

 

DOLLARI, YEN, EURO: DAI TURISTI VALUTE DI OGNI PAESE

Dollari, yen, euro. Perfino dollari australiani, che stanno facendo registrare un incremento enorme. Ogniqualvolta si “draghi” il fondo della Fontana, non mancano le sorprese. Sì, perché oltre alle monete i turisti gettano medagliette con le effigie di papi e santi, braccialetti, chiavi, lucchetti, fiches di plastica… E anche, chissà perché, tantissimi occhiali da sole.

 

NELLA FONTANA DI TREVI NON SI GETTANO SOLO MONETE
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Il tradizionale lancio delle monetine nella Fontana di Trevi. Rigorosamente di spalle

A farla da padrone sono ovviamente le monetine. Un piccolo obolo da offrire in cambio di un desiderio o, secondo un’altra lettura, la certezza di tornare a Roma.

Moneta dopo moneta però, tra le acque della Fontana forse più famosa del mondo, si crea un piccolo tesoro. Anzi, piccolo proprio no. Un milione e quattrocentomila euro all’anno è il valore totale di quanto raccolto nel 2016. Addirittura centomila euro in più rispetto al 2013 (l’ultimo anno che può essere considerato prima della chiusura del monumento per i lavori di restauro). Alto che crisi.

 

IL TESORO RACCOLTO VIENE DESTINATO ALLA CARITAS

La Fontana di Trevi, soltanto “esistendo”, genera un fatturato da pmi. Superiore ad esempio a quello di tanti musei di media grandezza di Roma. Senza contare, ovviamente, il contributo che questo monumento offre all’immagine di Roma e la sua capacità di attrarre turisti e generare indotto per la capitale italiana.

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