Slalom tra i rifiuti, a Palermo vita dura per i turisti. E uno su tre non torna più

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È possibile decidere un itinerario turistico a seconda del livello di pulizia dei diversi posti che dovranno essere visitati?

 

LE GUIDE TURISTICHE NASCONDONO I CUMULI CON ITINERARI AD HOC

In Italia, sì. In particolare a Palermo. Città splendida e meta ogni anno di centinaia di migliaia di persone in arrivo da ogni parte del mondo. Ma purtroppo il problema dei rifiuti (e più che altro della loro gestione e smaltimento) sembra non poter essere risolto completamente in alcun modo.

Così, le guide turistiche si ritrovano a dover decidere di attraversare la città passando in una via e non in un’altra per evitare che il loro gruppo possa assistere a scempi urbani che certamente non regalano suggestioni positive da conservare nella memoria.

 

CITTÀ SPORCA? UN TURISTA SU TRE DECIDE DI NON TORNARE PIÙ

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I turisti che visitano una città considerata troppo sporca, in un caso su tre non tornano più

Di più. Secondo Giovanni Ruggieri, presidente dell’Osservatorio sul turismo delle isole europee e ascoltato da La Repubblica, se «la città è sporca, questo influisce sulla decisione di chi vorrebbe tornare una seconda volta in città dopo una visita breve».

«I croceristi, per esempio – aggiunge il presidente –, o quelli che fanno la visita di un giorno in arrivo da un’altra città siciliana . Uno su tre, di fronte alla città sporca, non torna».

 

ACCORDO ANTI-DEGRADO PER USCIRE DALL’IMPASSE

Per mettere una pezza a una situazione quasi surreale, è stato raggiunto un accordo anti-degrado tra Comune, Rap (l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti a Palermo) e le associazioni di categoria delle guide turistiche.

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