Taylor: una presentazione che non suscita emozioni? È tempo perso

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Pensate per un attimo all’ultima volta che avete raccontato qualcosa di molto importante a una persona. Ora immaginate che l’attenzione di quella persona nei confronti di ciò che stavate dicendo sia crollata del 40 per cento dopo le vostre prime parole. Come dire, rivolgersi a un muro sarebbe stata più o meno la stessa cosa.

 

NEGLI ULTIMI 12 ANNI LA CURVA DI ATTENZIONE È CALATA DEL 40%

Il problema, enorme, è che non si tratta di un’ipotesi di scuola ma della situazione reale. «Negli ultimi dodici anni la curva di attenzione di un’audience media all’interno di un’azienda si è ridotta del 40 per cento». Phil Taylor è un esperto di strategia e comunicazione aziendale e nel corso del Cpo Forum organizzato da Business International tocca un punto che riguarda tutti i manager, nessuno escluso. Come è possibile oggi fare una presentazione di successo?

 

LA PRESENTAZIONE NON PUÒ ESSERE SOLO POWERPOINT

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Le presentazioni rappresentano un momento fondamentale nella vita d’azienda. ma spesso sono fatte nel modo sbagliato 

Sì, perché nonostante il livello di attenzione sia da tempo in caduta libera, lo stile di comunicazione non è cambiato granché negli ultimi anni. La liturgia continua a prevedere il passaggio senza soluzione di continuità di un profluvio – spesso esclusivo – di fogli di PowerPoint. Descritti con tono fin troppo asettico.

Già dopo i primi passaggi però, l’interesse degli astanti è a un passo dal suicidio. Tutti attendono soltanto di vedere alle spalle dello speaker la slide che preannuncia l’imminenza del ritorno alla libertà: «Grazie dell’attenzione».

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