Milano e Torino più vicine con A4 finita: asse del nord-ovest più forte

Torino-Milano-A4

L’asse del nord-ovest è sempre più forte: da pochi ore, infatti, l’ampiamento dell’autostrada A4 che collega Milano e Torino è completato. Via – come annunciato mesi fa dalla società Satap – i cantieri nel Novarese. È un traguardo importante che mette fine a quasi 15 anni di lavori, proiettando i due capoluoghi verso l’Europa e, in particolare, verso la Francia (grazie al traforo del Frejus posto alla fine della Torino-Bardonecchia). 

 

A4, TUTTO MERITO DEI GIOCHI INVERNALI 2006

Logo dei giochi olimpici invernali del 2006

Logo dei giochi olimpici invernali del 2006

Era il 18 ottobre 2002 quando fu avviata l’opera di adeguamento dell’intero tracciato autostradale in vista dei Giochi olimpici invernali del 2006 e della realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità.

Per garantire una maggiore partecipazione di pubblico alle gare organizzate a Torino, Cesana, Pinerolo, Pragelato, Sauze, Sestriere e Bardonecchia, fu deciso l’ammodernamento dell’intero tracciato autostradale.

 

TORINO-MILANO COME SALERNO-REGGIO CALABRIA

Con il triplicamento delle carreggiate anche nel Novarese la Torino-Milano finisce di essere una slalom tra cantieri. Un’opera strategica che – lamenta Maurizio Crosetti sulle pagine di cronica torinese di Repubblica – è diventata simbolo d’inefficienza: «Per decenni si è giustamente parlato della scandalosa Salerno-Reggio Calabria, il calvario di ogni automobilista che si avventurasse da quelle parti soprattutto d’estate. La Torino-Milano può essere definita una “Salerno-Reggio Calabia 3.0”, l’evoluzione della specie malefica».

 

NORD-OVEST PIÙ UNITO CHE MAI

L'articolo di denuncia comparso su Repubblica domenica 4 giugno 2017

L’articolo di denuncia comparso su Repubblica domenica 4 giugno 2017

Si cambia, dunque, pagina. Addio “toboga” e cambi di corsia, almeno durante il giorno. Le capitali del fare del Nord-Ovest sono sempre più vicine grazie ad alta velocità e autostrada. Peccato che a unirle sia anche quel pedaggio da quasi 16 euro, grazie all’aumento entrato in vigore lo scorso gennaio, il secondo ritocco all’insù più salato d’Italia. Una “tassa” il cui dolore solo il maggior business sull’asse del Nord-Ovest potrà lenire. 

@filippo_poletti

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